Civita Castellana, nel distretto della ceramica le aziende sul web tra storia e tradizione

Alessio Alessandrini, Alessandro Angelelli e Roberto Mancini
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Sabato 12 Giugno 2021, 20:12 - Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 11:29

Industrie, tradizione e cultura. Si basa si questi tre pilastri il progetto WCi ViVa Ceramica industriale, realizzato da CuDriEc, lìagenzia di comunicazione digitale di Civita Castellana che per la prima volta vede coinvolti tutti i protagonisti del distretto industriale e grazie al quale le imprese del polo tornano a essere materia viva e volano della filiera territoriale.

Punto di riferimento sarà il Museo della ceramica Casimiro Marcantoni. Non solo cultura, ogni azienda aderente ha a disposizione uno showroom virtuale (alcuni già raggiungibili online dall'Italia e da tutto il mondo) così da poter promuovere la loro produzione in modo semplice, intuitivo e innovativo, per esempio attraverso le tecnologie digitali della realtà virtuale (VR virtual reality) e aumentata (AR Augmented reality). Hanno già aderito al progetto in veste di partner della rete territoriale, gli otto comuni del distretto industriale (Civita Castellana, Fabrica di Roma, Nepi, Castel Sant'Elia, Corchiano, Gallese, Faleria, Sant'Oreste), le associazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, le associazioni di categoria Federlazio e Unindustria, la Camera di commercio.

«Le premesse sembrano interessanti affermano Alessio Alessandrini, Alessandro Angelelli e Roberto Mancini, co-founder di CuDriEc -, speriamo che le aziende colgano al volo l'iniziativa.  Vogliamo connettere imprese del distretto, Museo della Ceramica e territorio in un unico progetto, così da promuovere il turismo culturale e industriale, unendo apprendimento e intrattenimento attraverso l'uso delle tecnologie digitali, dalla realtà virtuale all'aumentata. Una sfida che uniti ci sentiamo in grado di vincere».

«Infine - hanno concluso i promotori - fondamentale sarà continuare la digitalizzazione di testimonianze, storie, ricordi di operai, soci, imprenditori, aziende, che hanno reso grande il nostro distretto della ceramica». Il progetto è sostenuto da fondi Ue Por-Fesr fondi nazionali e della Regione Lazio

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