Ceramica made in Tuscia, l'insidia del virus

Sabato 29 Febbraio 2020
Il coronavirus e i riflessi mediatici internazionali portano nuvoloni sull’economia del Viterbese. Molte le attività che iniziano ad accusare i contraccolpi dell’emergenza. A cominciare dalle aziende del distretto industriale della ceramica, che hanno nell’export il loro fiore all’occhiello. Ma anche il turismo inizia a incassare i primi colpi.
Le ceramiche stanno registrando le prime contrazioni di ordini e le associazioni di categoria (Confindustria e Federlazio) hanno alzato il livello di guardia. Per i rappresentanti che lavorano sui mercati esteri gli appuntamenti di lavoro vengono rinviati in maniera crescente. Mentre per quelli in arrivo dall’estero, per impegni nelle aziende del comprensorio civitonico, viene prevista la quarantena. Per questo ficcano le rinunce.
«Abbiamo già avuto alcune disdette dall’estero per l’ospitalità alberghiera - rileva Alessandra Sensi, manager della Terme dei Papi - mentre per le cure e le applicazioni non registriamo cali di clientela. Le terme, per la loro caratteristica antivirale naturale, in questa fase aiutano. Ma è certo che l’enorme allarmismo che si sta generando, a mio avviso poco fondato, potrà causare pesanti ripercussioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA