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Centri commerciali, caos regole e nessun effetto per Viterbo: «Colpito un settore, non il problema»

Lunedì 9 Novembre 2020 di Luca Telli

Meglio sabato mattina del pomeriggio. Numeri nella media domenica. La chiusura dei centri commerciali non ha avuto effetti sui negozi del centro: «Da settimane la situazione è identica, congelata. In questo primo fine settimana da ‘zona gialla’ non è cambiato nulla», spiega Riccardo Streni della boutique Naldi di Corso Italia.

A calare sono solo gli incassi, erosi con il passare delle settimane con i commercianti che stanno valutando un piano da sottoporre al sindaco per sostenere i consumi. Dal parking agevolato a una serie di iniziative, nel pieno rispetto delle misure anti covid, per garantire alle imprese il gettito necessario per affrontare i mesi invernali e il possibile calo del periodo natalizio.

«Il passaggio c’è stato – continua Streni - ma, è un pubblico con una capacità di spesa limitata». Soprattutto giovanissimi. Famiglie invece nei centri commerciali, svuotati dal richiamo dei negozi e con i soli supermercati aperti, con le polemiche che soffiano soprattutto per la possibilità garantita ai superstore di tenere la saracinesca alzata.

«Se il problema è il rischio di assembramento, qualcuno ci deve spiegare perché altre attività di distribuzione commerciale al di fuori dei centri commerciali – spiega Vincenzo Peparello segretario di Confesercenti - anche quelle di grandissime dimensioni che registrano migliaia di clienti ogni giorno, sono considerate sicure, mentre i negozi dentro le gallerie sono, invece, ritenuti pericolosi».

E aggiunge: “Quello che abbiamo davanti è un provvedimento punitivo, le attività dei centri commerciali sono di fatto le uniche a subire limitazioni».

Una nota positiva arriva dai ristoranti che tra sabato e domenica hanno limitato parzialmente i danni della chiusura serale pur lontani dagli incassi pre covid.

«L’asporto sta funzionando, le politiche di rinnovamento che abbiamo adottato stanno rispondendo. Quanto al week end, il meteo ci ha dato un mano– spiega Mario Di Dato, chef e proprietario del ristorante ‘O Sarracino  –. Con il sole e le temperature sopra la media abbiamo potuto sfruttare al massimo lo spazio esterno. Il segnale positivo è che il movimento non viene solo da Viterbo, ma anche da altri angoli della provincia. Confidiamo che la brutta stagione tardi e nella voglia delle persone di uscire. La speranza è che la curva dei contagi si appiattisca il prima possibile».

Fattore meteorologico che ha spinto in consumi tra lago e mare, difficile trova uno spazio ieri a Tarquinia lido con i ristoranti che hanno deciso di rimanere aperti premiati per la scelta.

Ultimo aggiornamento: 17:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA