Quando il Covid non ferma l'arte: a Celleno il borgo fantasma va in scena

Il Circo Verde a Celleno
di Carlo Maria Ponzi
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“Il Borgo va in scena”: quando il Covid non ferma l’arte. Ne sono convinti i componenti dell’associazione “Il Circo Verde” che a partire dal 31 marzo lanciano on line (www.facebook.com/ilborgovainscena) la mini serie dedicata allo spettacolo realizzato nel borgo fantasma di Celleno. L’iniziativa fa parte dell’omonimo progetto di animazione territoriale che gode del sostegno della Regione Lazio e del Comune di Celleno che, ai tempi del Covid, diventa uno spettacolo digitalizzato.

Sulla pagina Fb, infatti, verranno pubblicati gli episodi relativi alle prove e alla creazione dell’evento dal vivo, in forma di un "assurdo videodocumentario", dove si mescolano diversi piani e il confine tra realtà e immaginario è molto sottile. Un’anteprima dell’opera era già andata in onda sui canali social del progetto, registrando tantissime visualizzazioni.

Il programma vede la partecipazione dei clown della compagnia Chien Barbù Mal Rasè (Daniele Spadaro e Emanuele Avallone), accompagnati dalla musica delle “Borghetto Sisters” (Emanuela Belmonte al clarinetto, Martina Fadda alle percussioni Francesca Palombo alla fisarmonica). E quindi il circo di Simone Romanò, il fuoco della compagnia Creme&Brulè, supportati dall’estro video dei registi e videomaker Alessio Paolelli e Andrea Farnetani. Risultato? Il   borgo fantasma di Celleno si trasforma in un palcoscenico all’aperto, uno spazio per la comicità, il surrealismo e l'arte, con la leggerezza tipica del teatro di strada, per far assaporare anche tramite gli schermi, il gusto unico dello spettacolo dal vivo.

Parola a Simone Romanò, artista e direttore artistico della kermesse, che da alcuni anni ha scelto il piccolo centro per lo spettacolo itinerante Teverina Buskers Festival. «L’idea era quella di far riscoprire il borgo fantasma di Celleno, andando a valorizzare artisticamente ogni angolo e gli scorci mozzafiato. sta e direttore artistico del progetto –. A causa delle restrizioni dovute al Covid non avremmo potuto realizzare lo spettacolo dal vivo che pensavamo, ma abbiamo deciso di non darci per vinti e collettivamente con gli artisti abbiamo scelto di trasformare la performance in un’opera di video arte, mantenendo lo spirito giocoso e il gusto artistico a noi caro».

Mercoledì 31 Marzo 2021, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 11:44
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