Viterbo, stuprata da militanti Caspound, daspo dopo il seggio: la strana carriera del nero Chiricozzi

Martedì 30 Aprile 2019 di Simone Canettieri

Non fare di tutta un'erba un fascio. E non solo perché in questi giorni il centro storico della città dei papi è animato dalla kermesse San Pellegrino in fiore. Da quindici anni a questa parte tutte le volte che i ragazzi di Casapound - «belli come la vita, neri come la morte e matti come le pigne» - finiscono nei guai, inizia la fiera dei distinguo: l'erba e il fascio, appunto. D'altronde a Viterbo non sono una forza politica marginale né folkloristica: oltre 100 iscritti, tre sedi sparse nella provincia e una cantera che promette bene (o male, dipende dai gusti). D'altronde, la copertura dei giovanissimi di Blocco Studentesco in tutte le scuole superiori della Tuscia è militare. E anche i grandi non sono da meno. Alle comunali dello scorso anno, il partito della tartaruga ha toccato il 3,1%, superando i «compagni» della sinistra. Un exploit. Nel solco di una presenza che dura da lustri ormai, ma non sufficiente per entrare a Palazzo dei Priori. Chi invece ha vinto e ce l'ha fatta, il sindaco Giovanni Arena di Forza Italia, in queste ore cerca di trovare una posizione «tra la condanna netta del gesto con la solidarietà alla vittima» e il dribbling con «la politica che non c'entra nulla».

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L'IMMAGINARIO
Sarà anche così, ma intanto oggi il sindaco dovrà far digerire alla sua maggioranza- dove la Lega detiene la golden share - l'intenzione di far costituire il Comune parte civile in questa brutta storia. Intanto, il web si diverte con i due arrestati. E soprattutto con il ventenne Francesco Chiricozzi, l'ormai ex consigliere comunale di Casapound del vicino paesino di Vallerano. Con precisione millimetrica, la rete sta sputando fuori le sue intemerate contro i migranti. Vince su tutto la celebre icona di Gino Boccasile della donna bianca insidiata da un uomo di colore. Con commento, parafrasato dal vecchio slogan fascista: «La prossima Pamela, la prossima Desirèe potrebbero essere tua figlia, tua moglie o tua sorella. Sveglia». Non mancano nei profili social del militante di Cp gli strali contro «gli stranieri stupratori» e gli elogi al nazismo. E planando, sopra boschi di braccia tese, si arriva facilmente al curriculum di Chiricozzi: la gavetta violenta dentro Blocco studentesco, i daspo per aver portato i petardi in trasferta, il processo ancora minorenne per un'aggressione di gruppo a un ragazzo che aveva sfottuto Casapound su Facebook e infine l'avventura nelle istituzioni nel piccolo comune di Vallerano, dove riuscì a essere eletto semplicemente perché corsero due liste: la sua (che si fermò al 22%) e quella del sindaco vittorioso. Lo stesso che adesso ricorda: «Contro di me si presentò - dice Adelio Gregori - Jacopo Polidori, anche lui ora consigliere comunale, che ha una condanna proprio per un'aggressione di matrice politica».

Un vizietto che continua a contagiare le giovani leve del partito di estrema destra. I loro maestri, d'altronde, hanno dato. La palestra sono stati gli spalti della curva della Viterbese, falcidiata negli anni dai Daspo al punto di costringere il gruppo ultras Questione di stile allo scioglimento. Ma anche fuori si sono sempre allenati. Nel 2006, dopo un'amichevole con la sua Cisco, Paolo Di Canio ebbe a che fare con gli ultras gialloblù, nonostante le non distanti posizioni politiche. Né scaturì una scazzottata che fa il paio con lo «schiaffo futurista» rimediato nell'estate del 2012 da Filippo Rossi, ex portavoce di Gianfranco Fini e ideologo di una destra aperta e liberal. In quell'occasione, si mosse direttamente Gianluca Iannone, il barbuto leader maximo di Casapound. Un habitué di Viterbo. Da quando nel 2005, l'allora capo di Vertice primo occupò una scuola materna abbandonata come risposta all'emergenza abitativa. Film già visto due anni prima nella Capitale, con il palazzone dell'Esquilino che ancora ospita la formazione di estrema destra. «Ormai - raccontano dalla questura di Viterbo - siamo alla seconda generazione di questi estremisti. La prima si è calmata sotto i colpi degli arresti, adesso tocca a loro, usati come manodopera per attacchinaggio e banchetti». Non solo botte, ma anche opere di bene. Come le uova di Pasqua per i bambini ricoverati all'ospedale di Belcolle, idea di Claudio Taglia, sessantenne chirurgo maxillo facciale, e candidato sindaco alle elezioni. Un navigato professionista, passato dal senatore Msi Ferdinando Signorelli (fratello di Paolo, ideologo di Ordine Nuovo) a «nel dubbio mena», la celebre hit del gruppo rock ZetaZeroAlfa, band identitaria che di tanto in tanto fa capolino anche qui. Per concerti riservati ai «soli soci» nella taverna delle tartarughe viterbesi, teatro dello stupro. Ieri il questore ha sospeso la licenza del locale che si chiama Old Manners: vecchie maniere.
 

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