Carenza di cloro e contaminazione da batterio, chiusa la piscina di una struttura ricettiva

Nas
di Maria Letizia Riganelli
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Sabato 11 Settembre 2021, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 21:05

Carenza di cloro e contaminazione da batterio, chiusa la piscina di una struttura ricettiva al lido di Tarquinia. Il 20 agosto scorso i carabinieri Nas, probabilmente dietro segnalazione, hanno effettuato un sopralluogo, scoprendo alcune mancanze.

«Il nucleo antisofisticazione - spiegano i carabinieri - al termine dell’attività ha segnalato all’autorità sanitaria il gestore della piscina, con annessa un’attività di ristorazione, per aver attivato l’impianto utilizzando acqua priva dei requisiti di potabilità, risultata contaminata dal batterio "pseudomonas auriginosa" e per aver svolto somministrazione di alimenti e bevande in locali privi di autorizzazione». La segnalazione dei Nas è arrivata sulla scrivania del sindaco Alessandro Giulivi che con un’ordinanza ha disposto la chiusura della struttura.

«Si tratta atto dovuto - ha spiegato il sindaco di Tarquinia - e risale ad agosto. Credo nel frattempo i gestori si siano attivati per riportare tutto nei limiti di norma. Probabilmente c’è stata poca attenzione nella gestione delle analisi, l’acqua di una piscina è sempre molto complessa da seguire». Il sopralluogo alla piscina privata di Tarquinia Lido rientra in un’attività più estesa condotta dai Nas, d’intesa con il Ministero della Salute, su tutto il territorio nazionale una campagna di controlli presso le strutture preposte ad offrire servizi e trattamenti destinati al benessere psico-fisico, come stabilimenti termali, centri benessere e spa.

Le attività di controllo hanno interessato complessivamente 628 strutture e attività, accertando irregolarità in 95 di esse, pari al 15% degli obiettivi ispezionati, delle quali 11 oggetto di provvedimenti di sospensione a causa di gravi carenze. In particolare sono state eseguite 11 sanzioni specifiche per assenza di verifiche d sul possesso della certificazione verde Covid.

Ulteriori 104 violazioni hanno riguardato situazioni di irregolarità per motivi di pulizia ed igiene degli ambienti utilizzati nei trattamenti termali e di benessere, carenze strutturali e autorizzative sul corretto esercizio delle attività e presenza di personale privo di idonea qualifica professionale per lo svolgimento di attività estetiche e massaggi.

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