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Campagna elettorale, ultimi fuochi: i comizi di chiusura

Il comizio di Alessandra Troncarelli
3 Minuti di Lettura
Sabato 11 Giugno 2022, 05:55

Gli ultimi fuochi. Stop alle parole, domani parlano le urne. Ieri tanti appuntamenti per la chiusura della campagna elettorale, tra comizi e appuntamenti di contorno, per convincere gli ultimi indecisi a schierarsi dalla parte del candidato di turno.

Piazze in primo piano. Luisa Ciambella era in piazza dei Caduti, ha battezzato il suo appuntamento finale “Una festa per le famiglie” con giochi e musica. Claudio Ubertini ha scelto invece piazza Fontana grande, dopo aver già saggiato giovedì quella del Gesù e accolto il presidente della Lazio Claudio Lotito in occasione dei 10 anni degli alleati di Fondazione. Ma il candidato leghista ieri mattina era anche davanti alla discarica, per protestare contro i rifiuti di Roma in arrivo da Roma. Sul fronte dem, Alessandra Troncarelli ha scelto il quartiere di Santa Barbara: «Prima di tutto – ha detto - la città va pulita, perché è sporca. Noi siamo quelli che invertiremo la rotta, perché c’è capacità amministrativa. Non siamo quelli degli slogan: andiamo avanti quando ci sono le firme».

Ma nei due giorni precedenti c’erano stati altri appuntamenti di rilievo. Come quello di Chiara Frontini in piazza del Plebiscito: 24 ore dopo Giorgia Meloni, non sfigura affatto, anzi. Una chiusura di campagna elettorale inedita quella dell’esponente civica, in cui ha mischiato il comizio classico con immagini, colpi di teatro, filmati, musica classica altra legata alla politica (“Nessuno mi può giudicare” o “C’è chi dice no”). «Siamo cittadini e non sudditi – ha spiegato - significa non avere cambiali da pagare al politico romano che viene qui solo in campagna elettorale a dirci quanti soldi porterà a questa città».

E poi Marco Cardona in piazza della Repubblica con Gianluigi Paragone, che se l’è presa proprio con la Frontini: «Manca solo che prenda i combattenti e reduci. Quando uno mette dentro di tutto è perché non ha un’identità e ha fame di potere. Non le date questa soddisfazione. Se c’è un candidato nuovo è Marco». E lui: «Dobbiamo liberare la città dei Papi».

Infine l’ex ministro Paolo Ferrero per Carlo D’Ubaldo in piazza del Gesù. Il candidato si Sinistra per Viterbo ha puntato sulla necessità di «trasparenza sulle società partecipate. Sul bilancio non si è fatto nulla per i 4,7 milioni l’anno che il Comune paga per l’acqua. E’ quanto paga il Comune di Torino, solo che lì sono 863 mila abitanti».

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