Botte e abusi sulla convivente, il giudice lo condanna a 2 anni

Sabato 18 Gennaio 2020

Picchia e maltratta la compagna, condannato a due anni. E' terminato ieri davanti al giudice Gaetano Mautone il processo a un 40enne che per anni ha trattato la moglie come un oggetto. La donna, spesso picchiata, non è mai andata al pronto soccorso per paura di ritorsioni ancor più violente. Ma amici, vicini e parenti, chiamati a testimoniare, hanno raccontato i soprusi vissuti dalla donna. «Aveva spesso lividi sul collo, gli occhi pesti - hanno detto - e una volta abbiamo assistito a un violento litigio e lui l'ha sbattuta contro il cofano dell'auto». Le liti non avvenivano solo in casa. «E' capitato anche al ristorante. Lui l'ha trascinata fuori tirandola per un braccio perché gli aveva detto di non bere troppo».
La vittima, costituita parte civile, durante la testimonianza oltre a ripercorrere tutti insulti, derisioni e maltrattamenti ha raccontato delle continue violenze psicologiche e fisiche. «Mi ha anche costretto a rapporti, contro la mia volontà». Il pm in aula per il reato di maltrattamenti aveva chiesto un anno e due mesi di reclusione, ma il giudice valutando tutto il percorso dell'imputato ha stabilito due anni di condanna più il risarcimento in sede civile.
L'imputato non è al primo processo. Durante la convivenza con la donna fu arrestato per un cumulo di pena. Agli atti ci sarebbe anche un rinvio a giudizio per violenza sessuale. Nel 2014 avrebbe adescato una 15enne romana fingendosi uno studente di 25 anni. Grazie a un profilo falso, riuscì a sedurre la giovane che scoprì la verità troppo tardi: al primo appuntamento sarebbe stata violentata in un casolare abbandonato. Inoltre l'uomo avrebbe anche un precedente per violenza sessuale, commessa a Salerno dove era stato condannato con l'abbreviato a 3

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