Il 2020 ha consacrato Bonucci anche fuori dal campo: per il calciatore viterbese beneficenza, aiuti e il solito scudetto

Il 2020 ha consacrato Bonucci anche fuori dal campo: per il calciatore viterbese, beneficenza, aiuti e il solito scudetto
di Marco Gobattoni
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Domenica 3 Gennaio 2021, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 15:04

Il 2020 di Leonardo Bonucci si è chiuso male - pesante sconfitta contro la Fiorentina con prestazione da dimenticare - ma l'anno più difficile per tutto il mondo è stato anche quello della consacrazione definitiva del calciatore viterbese di Nazionale e Juventus. Non tanto dentro il campo - dove è arrivato lo scudetto numero nove di una carriera costellata di successi - ma fuori dal campo.

Due le iniziative e le azioni che hanno confermato la maturità e la grandezza del calciatore nato e cresciuto a Pianoscarano. Quando è esplosa la pandemia - Bonucci - si è attivato subito con donazioni economiche importanti per alleviare le sofferenze di tutti quelli che erano più esposti agli effetti del virus. La donazione alla Città della Salute di Torino, che comprende l'ospedale pediatrico Regina Margherita che alcuni anni fa salvò la vita al secondogenito Matteo, è stato uno dei gol più belli, o evitati dal giocatore della Nazionale. Una donazione che ha permesso di comprare  al nosocomio due ecografi portatili per la valutazione "a letto" dei pazienti in terapia intensiva, e oltre 50 mascherine filtranti in un periodo in cui i dispositivi sanitari di prima emergenza scarseggiavano.

«Noi calciatori siamo fortunati, ma questa fortuna la dobbiamo mettere a disposizione degli altri nei momenti più difficile come quello che stiamo vivendo in questo momento», disse il difensore viterbese la scorsa primavera quando la pandemia mordeva e mieteva vittime come ora. Una donazione importante fu fatta anche all'ospedale viterbese di Belcolle: le radici di Leo sono ben presenti nella sua mente e nel suo cuore. Il 2020 di Bonucci però, era iniziato anche con un altro messaggio forte: a fine 2019 infatti era uscito nelle librerie "Il Mio Amico Leo" volume che il calciatore aveva dedicato alla lotta contro il bullismo.

Anche qui, una buona dose di cuore: il ricavato della vendita dei libri infatti, venne destinato interamente all'associazione Agop onlus - Associazione Genitori oncologia pediatrica. «Da ragazzo anche io sono stato vittima di bullismo: so quando ci si può sentire inermi di fronte ad una situazione del genere: questo libro serve per lanciare un messaggio; bisogna reagire e se serve chiedere aiuto senza vergognarsi», rivelò nei giorni della presentazione del libro Bonucci.

Ma lui di mestiere fa il calciatore, anche se potrebbe fare il sindacalista visto che insieme a Gianluigi Buffon e Giorgio Chiellini, portò avanti la trattativa con la Juventus per rinviare il pagamento di due mensilità di stipendi in un periodo nel quale la crisi economica mordeva con forza anche il mondo dorato del calcio. A giugno scorso poi, la distribuzione delle 19 mila mascherine commissionate ad un'azienda trevigiana insieme alla moglie Martina Maccari.

Molte di queste mascherine sono arrivate alle associazioni di volontariato della Tuscia, come Aism, Viterbo con Amore e Croce Rossa, consegnate direttamente dalla famiglia Bonucci che ha giocato di squadra. Il 2020 doveva essere anche l'anno delle 400 presenze con la maglia della Nazionale: un infortunio ha fermato Bonucci ad un passo dal traguardo: poco male l'anno che - fortunatamente - se ne è andanto ha consacrato il calciatore viterbese lontano dai campi verdi.  

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