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Geotermia, dopo il no all'impianto di Torre Alfina bocciato anche quello di Castel Giorgio

La protesta dei comitati
di Federica Lupino
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 17 Febbraio 2021, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 13:51

In principio – appena una settimana fa – a pronunciarsi contro l’impianto di Torre Alfina è stato il Consiglio di Stato. Ieri, a dare un altro colpo di grazia alla geotermia, è arrivato anche il Tar che ha detto no al progetto gemello di Castel Giorgio, nel Ternano.

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso con cui i Comuni di Acquapendente e Bolsena per la provincia di Viterbo, insieme ad Allerona, Castel Giorgio e Castel Viscardo per quella di Terni, hanno impugnato la deliberazione con cui il consiglio dei ministri aveva dato il via libera all’impianto geotermico pilata denominato appunto “Castel Giorgio”. Entrambe le proposte sono targate Itw&Lkw spa, società capitanata da Diego Righini.

Parla di “vittoria su tutta la linea” Angelo Ghinassi, sindaco aquesiano, tra i promotori anche del ricorso al Consiglio di Stato. Gli fa eco l’omologo di Bolsena, Paolo Dottarelli, gli fa eco: "Una sentenza che profuma di storia. E oggi ce la godiamo tutta. La vera vittoria l'abbiamo maturata una volta avuta la compattezza di tutti i colleghi sindaci”. Ma non è il momento di abbassare la guardia. “La battaglia prosegue. La commissione di Via (valutazione di impatto ambientale, ndr), qualora la ditta volesse iniziare nuovamente l'iter, potrà lavorare con più cognizione di causa”, conclude Dottarelli.

Entusiasta il commento dei comitati cittadini. “Arriva a compimento lo straordinario lavoro svolto dall’avvocato Michele Greco. La vittoria – dicono - è frutto di una virtuosa e illuminata collaborazione tra amministrazioni comunali, provinciali e regionali di diverso colore politico, oltre che tra le associazioni ambientali locali e quelle nazionali”.

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