Bimbo tolto alla madre, l'agente: «Dopo la separazione era tranquillo»

Aula
di Maria Letizia Riganelli
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Giovedì 29 Settembre 2022, 05:10 - Ultimo aggiornamento: 17:41

Bimbo tolto alla mamma, il Tribunale dei minori affida il piccolo al padre e si costituisce parte civile. E’ uscito dalla casa famiglia il bambino di 7 anni che a luglio 2021 è stato allontanato dalla madre con un atto d’imperio eseguito dalla Squadra Mobile. La vicenda esplode a Fabrica di Roma a luglio dello scorso anno, quando gli agenti guidati dal dirigente Alessandro Tundo eseguono l’ordinanza della procura di Roma. Ordinanza che di fatto toglie alla madre la custodia del figlio.

La donna per non lasciare al padre, da cui è separata, il minore dice di sparire. E da Treviso fa perdere le proprie tracce per alcuni anni. Il bimbo con problemi di salute, viene segnalato a Fabrica di Roma, dove viveva nascosto dal mondo in una villetta resa inaccessibile con filo spinato sulla ricezione e persiane di ferro rigorosamente chiuse. La madre, insieme ai nonni materni del bimbo, è ora a processo davanti al collegio del Tribunale di Viterbo con l’accusa di maltrattamenti su minore e resistenza a pubblico ufficiale.

Nella precedente udienza è stato proiettato in aula il video della Mobile che irrompe nella villetta e “libera” il bambino. Un video straziante che durante l’udienza di ieri pomeriggio è stato più volte menzionato. Testimoni sono stati alcuni degli agenti che hanno partecipato all’azione insieme al capo della Squadra Mobile. «Ho partecipato alle operazioni - ha spiegato un’assistente - ero nella stanza dove si trovava il bimbo e sono stata seduta vicino lui tutto il tempo. Prima di entrare nella stanza sono state abbattute due porte che erano state chiuse a chiave, quella del disimpegno e quella della stanza dove si trovava il minore. Le altre sono state aperte dai nonni. L’Immobile all’esterno aveva cancello con catena e serrande completamente chiuse in ferro. Quando siamo entrati il bambino era sul letto, sdraiato con la mamma che lo teneva stretto. Dopo averlo portato via il suo atteggiamento era ovviamente disorientato, ma non strillava e non piangeva. Era tranquillo, ci ha indicato lui dove si trovavano i suoi vestiti. Una volta portato in ambulanza - ha detto ancora l’agente di polizia - era davvero tranquillo e interessato a tutto quello che vedeva. Non gli è stato detto che non avrebbe rivisto la mamma, ma quando la mattina sono andata a trovarlo in ospedale non aveva avuto nessuna crisi».

L’imputata, che non si dà pace per quanto accaduto, ha denunciato molti dei testimoni che dovrebbero presenziare alle udienze. Per questo il collegio dovrà chiarire le modalità di ascolto. Si torna in aula il 12 ottobre.

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