Autostrada tirrenica, bocciata la richiesta del Comune di Tarquinia. Niente esenzione per i residenti

Autostrada tirrenica, bocciata la richiesta del Comune di Tarquinia. Niente esenzione per i residenti
di Luca Telli
2 Minuti di Lettura

Nessuno sconto per i residenti di Tarquinia. Il pedaggio nell’ultimo tratto di A12 tra il comune tirrenico e l’accesso alla statale Aurelia in direzione Grosseto resta. A quasi un mese dalla lettera spedita dal Comune al MIMS per ottenere la proroga dell’esenzione per ulteriori 5 anni è arrivata la bocciatura del Ministero. «Indirettamente – spiega il vice sindaco Luigi Serafini – perché la risposta è stata inviata a SAT qualche giorno fa e per conoscenza anche al Comune. Il contenuto comunque non cambia».

Lo stop all’esenzione del pedaggio, 0.90 centesimi, per i veicoli di classe A di proprietà dei residenti nel Comune del Tarquinia era scattato lo scorso primo aprile, scadenza fisiologica dell’accordo stretto nel 2015 tra  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Toscana, Regione Lazio, Autostrade per l’Italia e Società Autostrada Tirrenica (poi sottoposto al Comune di Tarquinia), che prevedeva l’esonero dal pagamento lungo i 15 km del lotto 6 della A12 per un quinquennio senza la possibilità esplicita di un rinnovo svincolato, tra l’altro, alla realizzazione anche parziale dell’ultimo tratto di A12, da Tarquinia a San Pietro in Palazzi (circa 184km); opera passata con il decreto milleproroghe del 2018, convertito in legge l’anno successivo, fuori dalle competenze di SAT alla quale sono rimaste in carico esclusivamente oneri accessori e costi di manutenzione ordinaria per i tratti già completati fino al 2026.

Per quanto netta però la risposta del MIMS non ha convinto in pieno il Comune di Tarquinia. «Di fatto c’è stato comunicato che la proroga non rientra nelle competenze ministeriali. La sensazione è che abbia voluto rimbalzare di nuovo la palla a SAT», precisa Serafini.

Proprio la società autostrade tirrenica, all’indomani della scadenza dell’accordo e dopo una lettera spedita sempre dagli uffici comunali in cui veniva chiesta una mini proroga di 30 giorni, aveva sottolineato l’incompatibilità del proprio ruolo per la stipula di un rinnovo, che andrebbe a configurare anche un possibile danno erariale, proponendo poi l’apertura di un tavolo con il Ministero per trovare una soluzione.

Soluzione che sembra oggi allontanarsi ancora di più ma per arrivare alla quale Tarquinia è pronta a giocare un’altra carta.

«Abbiamo inviato una nuova lettera a SAT per un chiarimento sulla questione chiedendo, inoltre, la rendicontazione dei costi sostenuti dalla società per garantire l’esenzione ai residenti – conclude Serafini -. Servono ulteriori approfondimenti e consultazioni. Il nostro obiettivo è capire come si possa venire a capo della questione nel modo migliore tutelando tutti le parti».

Giovedì 13 Maggio 2021, 10:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA