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Agricoltori contro i rincari, "Covid, guerra e siccità: senza aiuti rischiamo di chiudere per sempre"

Circa 60 mezzi agricoli sfilano sulla tangenziale ovest di Viterbo
di Diego Galli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 25 Marzo 2022, 06:35

Traffico in tilt e corteo di circa 60 trattori lungo tutta la tangenziale ovest. La manifestazione degli agricoltori contro il caro carburante e i sempre più elevati costi dell’energia e delle materie prime, cominciata alle 9.00 presso il cimitero San Lazzaro e terminata fuori Valle Faul alle 14, colpisce nel segno. Coinvolto un totale di circa 150 manifestanti, che si sono uniti dal grido “Ci volete schiavi, ci troverete ribelli” e che nei giorni precedenti si erano già riuniti lungo il litorale, bloccando il traffico della strada Aurelia.

Una mezza vittoria, tuttavia, poiché il culmine della rimostranza avrebbe dovuto terminare alla presenza del Prefetto Giovanni Bruno di Viterbo. Al suo posto, tuttavia, il Capo Gabinetto Fabio Vincenzo Geraci, delegato che ha accolto una decina dei manifestanti riunitisi, ricevendo le lamentele raccolte dagli agricoltori del territorio. Tra i prossimi passi, un tavolo tecnico tra i politici locali e i rappresentati degli imprenditori agricoli e la redazione di un documento attestante le difficoltà che coinvolgono il settore. L’obiettivo è quello di sollevare l’asticella dell’attenzione nella Tuscia per quanto riguarda la filiera agricola, vessata da molti problemi e vittima delle speculazioni legate ai molti rincari.

Nel particolare, come evidenziato dalla rappresentante legale dei manifestanti, l’avvocato Angela Ricci, gli agricoltori richiedono un intervento del governo per abbassare i prezzi del gasolio agricolo e delle altre materie prime. “Senza aiuti rischiamo di chiudere per sempre – ha dichiarato uno degli agricoltori – Prima il covid, poi la guerra e la siccità. I problemi continuano a sommarsi, ma tutti sembrano girarsi dall’altra parte, anziché preoccuparsi di noi. Eppure, quando il mondo era paralizzato dalla pandemia, noi eravamo a lavorare per non interrompere la produzione e i rifornimenti dei supermercati, nonostante le difficoltà”.

Grandi assenti alla manifestazione, i sindacati di categoria, che erano stati invece partecipi e organizzatori della precedente rimostranza, ma anche il senatore Francesco Battistoni, al quale gli agricoltori affermano di aver inviato una Pec che non avrebbe mai ricevuto risposta. La promessa dei manifestanti, in ogni caso, resta quella di continuare a protestare, nel caso in cui non si dovesse giungere a delle conclusioni adeguate alle problematiche sollevate. “Il nostro obiettivo è stato raggiunto – ha concluso l’avvocato, successivamente all’incontro tenutosi in prefettura – ora non ci resta che attendere risposte e aggiornamenti dai diretti interessati”.

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