Aggredisce la compagna con un coltello in mano, chiesta una condanna a 18 mesi

Polizia
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Sabato 25 Settembre 2021, 06:30

Picchia la compagna con un coltello in mano, quarantenne rischia un anno e mezzo di carcere. L’uomo, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, il 30 aprile 2020 avrebbe provocato ferite importanti alla sua ragazza, probabilmente per una banale lite. «Siamo stati allertati dalla centrale operativa - ha spiegato un agente della Volante - per un’aggressione in via Sant’Andrea a Viterbo. Siamo arrivati poco dopo le 23 e abbiamo trovato l’imputato che teneva ferma una donna. La vittima aveva il volto tumefatto. Alla nostra vista si è avvicinato tenendo in mano un coltello».

L’uomo non avrebbe avuto un atteggiamento minaccioso con le forze dell’ordine, anche se la perquisizione nell’auto a sua disposizione hanno trovato altri 4 coltelli. «Lo abbiamo disarmato - ha detto ancora il poliziotto - e messo in macchina per portarlo in Questura. La donna invece è stata trasportata al pronto soccorso dagli operatori del 118». La vittima avrebbe riportato ferite giudicate guaribili in 30 giorni. Nonostante questo durante la testimonianza avrebbe minimizzato l’aggressione, tentando di ritrattare quanto accaduto. La donna non si è nemmeno costituita parte civile nel processo e se fosse stato possibile avrebbe anche ritirato la querela. Una mossa impossibile visto che i reati contestati all’imputato sono tutti procedibili d’ufficio.

«Quel giorno - ha spiegato ancora l’agente della Volante - non c’è stato un solo intervento. Noi siamo intervenuti alle 23 con due pattuglie ma alle 18 era stato già chiesto un altro intervento per le stesse ragioni». Il quarantenne è accusato di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Ieri il processo, davanti al giudice Roberto Colonnello, è arrivato alle battute finali. Il pm ha formulato la richiesta pena. «Ritengo provati tutti i capi d’accusa - ha spiegato - e nonostante la vittima abbia tentato di ridimensionare l’aggressione minimizzando le ferite, gli agenti ci hanno descritto chiaramente cosa è accaduto. Tra l’altro per due volte nell’arco di una giornata. Chiedo pertanto una condanna a un anno e mezzo di reclusione». Di pare contrario il difensore dell’imputato che ha chiesto l’assoluzione per il proprio assistito. La sentenza arriverà solo il prossimo 28 settembre.

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