Il museo della tortura di San Gimignano

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Dagli strumenti di umiliazione psicologica e corporale inflitti agli studenti somari nel medioevo ai dispositivi di tortura escogitati per estorcere l’ammissione di colpa alle donne incriminate di essere streghe anche solo a causa di un’imperfezione della pelle ai tempi della Santa Inquisizione. Come l’asinello di legno con borchie di ferro affilate su cui il bimbo birichino doveva montare. Il tutto, davanti ai compagni di classe che lo schernivano e con il volto nascosto da un cappuccio con orecchie lunghissime. O come le maschere dell’infamia, in ferro, dalle forme fantasiose e inquietanti, pensate per compromettere la possibilità di mangiare e quindi fare morire di fame le persone.

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