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Pechino 2022, l'abbraccio tra l'atleta ucraino e russo alle Olimpiadi

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Oleksandr Abramenko medaglia d'argento e Ilia Burov di bronzo nella specialità aerials del freestyle skiing. Al Genting Snow Park di Pechino 2022, a Zhangjiakou, l'atleta ucraino (avvolto nella bandiera nazionale gialla e azzurra nel Giorno dell'Unità nazionale, felice per la prima medaglia ai Giochi del suo Paese) e quello russo mettono in scena una foto che va oltre la crisi che in questi giorni tiene il mondo col fiato sospeso: si cercano, si salutano, si parlano, si complimentano a vicenda e "si danno il cinque" quando è certo che entrambi hanno conquistato la medaglia.

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Rispetto ai venti di guerra, alle minacce di invasione e al dispiegamento di mezzi pesanti alla frontiera, i due hanno dispensato sorrisi e battute, fino a posare insieme per le foto di rito sul gradino più alto del podio, con il vincitore dell'oro Qi Guangpu, cinese alla sua quarta olimpiade. A dispetto delle relazioni tesissime tra Ucraina e Russia, Abramenko e Burov si sono ritrovati anche sulle nevi cinesi a conferma di un rapporto consolidato nel tempo in nome dello sport che rimanda già a PyeongChang 2018.

L'ucraino e il russo, rispettivamente alla quinta e alla terza Olimpiade, avevano infatti già posato insieme quattro anni fa: Abramenko aveva conquistato uno storico "oro", il primo dell'Ucraina nelle acrobazie sugli sci, mentre poi 
Burov, bronzo, era salito a salire sullo stesso podio. A quei Giochi, subito dopo l'annuncio dei risultati finali, 
Abramenko salutò calorosamente Burov, i loro abbracci continuarono durante tutta la premiazione, a dispetto delle provocazioni e degli strascichi dell'occupazione della Crimea da parte della Russia nel 2014. 

Abramenko si era comunque espresso in maniera chiara sulla bufera scatenatasi, tra accuse di tradimento, in entrambi i Paesi dopo che a Tokyo 2020 l'ucraina Yaroslava Maguchikh e la russa Maria Lasitskene, bronzo e oro nel salto in alto, si erano scattate foto e festeggiato insieme le medaglie olimpiche.

«Cosa dire? Sfortunatamente, nessuno lo capisce. Siamo persone dello stesso pianeta. Io non so cosa fare. Io sono solo per la pace nel mondo», aveva commentato il freestyler degli sci, aggiungendo che quando vinci «sei in una tale euforia che i tuoi veri sentimenti si manifestano per quello che realmente sono. Mostri chi sei veramente. Va bene quando ti congratuli e abbracci i tuoi compagni di gara. E non mi interessa di che nazionalità siano. Ecco, siamo soltanto uomini». Per questo, a Zhangjiakou non ci ha pensato due volte prima di "dare il cinque" al suo rivale, non nemico