MotoE, in fiamme paddock a Jerez: a fuoco tutte le moto. «Scenario da incubo»

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Tanta paura, per fortuna nessun ferito e un campionato mondiale che rischia di non cominciare più. Un incendio – sulle cui cause non si sa ancora nulla – è divampato nella notte nel paddock del circuito di Jerez de la Frontera, in Spagna, che ospitava le moto elettriche che il 5 maggio prossimo avrebbero dovuto prendere parte al nuovo campionato mondiale di MotoE. Ma il rogo ha letterelmente mandato in fumo tutte le 18 moto Energica Ego che si trovavano all'interno della struttura, che stava ospitando i primi test pre-stagionali della nuov competizione. Gli organizzatori hanno cancellato le sessioni in programma per oggi e domani e a questo punto è a rischio anche l'inizio del campionato.


In comunicato stampo, la Dorna - organizzatrice del campionato - ha fatto sapere che l'incendio è divampato alle 00.15 di questa notte, che si sta ancora indagando sulle cause e ha confermato che non ci sono stati feriti. Nelle prossime ore saranno comunicate le modifiche al calendario delle MotoE.

«Uno scenario bruttissimo, da incubo». Alex De Angelis descrive così, al telefono, la situazione che si è trovato davanti questa mattina al suo arrivo al circuito di Jerez, dove un incendio divampato nella notte ha mandato letteralmente in fumo le moto Energica Ego e l’attrezzatura dei team MotoE presenti sul tracciato spagnolo per i test della nuova categoria. «Qualcuno ha visto cosa è successo, perché ha finito di lavorare tardi, e tutta la verità verrà fuori», sottolinea De Angelis, talent di Sky Sport per la MotoGp ma anche uno dei 18 piloti che si preparavano per il debutto nel campionato delle MotoE. «Quando sono arrivato, nel tendone dove si trovavano le moto era tutto completamente bruciato.

Non è rimasto nulla: i computer, le attrezzature dei meccanici, le termocoperte per le gomme...», racconta il pilota 35enne, che dopo una lunga carriera nel Motomondiale è stato ingaggiato dal team Alma Pramac Racing per correre con le nuove moto elettriche. Sulle cause che potrebbero avere causato il rogo, De Angelis spiega: «Non voglio nemmeno pensare che ci sia stata la mano di qualcuno. A noi hanno detto che è dipeso da una colonnina per caricare le moto. In ogni caso, è bello sapere che non è dipeso dalle moto perché così non avremo paura quando torneremo in pista. La Dorna (la società organizzatrice, ndr) ci ha assicurato che farà di tutto per far partire il campionato. Dovranno ricostruire tutto, al momento hanno dovuto cancellare il prossimo test che era in programma tra un mese sempre a Jerez».Il nuovo Mondiale sarebbe dovuto partire il 5 maggio proprio in Spagna, in concomitanza con il Gp del Motomondiale.


«È ovvio che una o più date saranno posticipate, ma c’è la volontà di ripartire e di farlo anche abbastanza velocemente e questa è una bella cosa. Ieri (nel primo giorno di test, ndr) c’era un grande entusiasmo, le moto andavano alla grande e anche i tempi in pista erano impensabili. Mi sono divertito e c’era tutto per fare bella figura, questo accresce il rammarico. Quando siamo arrivati questa mattina e abbiamo visto tutto distrutto pensavo che sarebbe andata in fumo anche la possibilità di fare il campionato. Invece così non sembra, anche perché le aziende che fanno parte di questo progetto hanno investito molto e sono tutte molto serie. Certo -conclude-, ricostruire le moto e tutti i ricambi per la stagione non sarà facile».

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