Mel Gibson, dalle stelle al rehab: i segni del declino

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Dalle stelle alle stalle, anzi al rehab. Per i vip, tanto invidiati quando le cose vanno bene, la strada che ti può far sprofondare verso il declino è più insidiosa. Mel Gibson sofferente, sciatto, introverso, camicia fuori dai pantaloni, stropicciata, barba al limite dell’incolto. L’unico suo amico sembra essere un telefonino con cui non si capisce se voglia fare una chiamata o forse solo giocare per ammazzare la noia. Stare in un una struttura di riabilitazione non è certo piacevole, anche se è un rehab di Beverly Hills. Anche se ti chiami Mel Gibson, divo che problemi con l’alcool e la guida in stato di ebbrezza ne ha già avuti in passato. E poi c’è quella volta in cui ha rivolto insulti antisemiti a un agente di polizia. E le accuse di essere omofobo, sessista, razzista. Una vita intensa quella di Mel Gibson, attore e regista i cui film hanno incassato miliardi di dollari in una carriera trentennale ai vertici di Hollywood. Una vita iniziata in Australia dove il padre aveva trasferito la famiglia per tenerla lontana dalla ‘corruzione morale’ del ' 68 americano. Vita d' attore bello e talentuoso quella di Gibson, ma maledetta dalle sue intemperanze.

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