Virginia Raggi su Facebook: «Miglior attore protagonista: Spelacchio»

EMBED
La sindaca di Roma posta il trailer prodotto da Netflix sul suo profilo Facebook. Un'attesa lunghissima per l'albero più famoso della capitale. La voce di Pino Insegno e le immagini delle produzioni più famose, come Stranger Things.

«Ladies and Gentlemen Spelacchio is Back in Roma!». Così qualche giorno fa la sindaca di Roma aveva presentato sui suoi social l'albero di Natale 2018 che dal giorno della Festa dell'Immacolata verrà 'accesò nella centralissima piazza Venezia.

La prima cittadina posta un'immagine di un albero con la scritta «Sono tornato e sono uno spettacolo. Ci si vede l'8 dicembre in piazza Venezia a Roma, vi sono mancato?». In alto campeggia il logo di Netflix che è lo sponsor dell'albero di quest'anno. Insomma, il soprannome 'Spelacchiò dato al 'predecessorè del 2017 dai suoi detrattori a un anno di distanza viene trasformato in una medaglia al merito. L'atteso albero di Natale di Roma è alto più di 20 metri con 60 mila luci a led a basso consumo energetico con tonalità calde e 500 sfere di color argento e rosso. Sponsor dell'operazione è Netflix. È stata aggiudicata a IGPDecaux la sponsorizzazione tecnica per la sua realizzazione. Il suo allestimento è imminente: i primi di dicembre. «Come di consueto l'8 faremo l'inaugurazione e l'accensione dell'albero di Natale. Sarà un evento importante, invito chi vuole a venire in piazza», l'appello della sindaca Virginia Raggi. Intanto su twitter l'account 'Spelacchiò già parla di sé: «Mi avete chiesto in tanti che cosa ho fatto nell'ultimo anni. Quello che so fare meglio: regalare emozioni». E ancora: «A Hollywood sono diventato una vera star: ora i colleghi americani mi chiamano 'Spelacchiò. Non li correggo perché mi piace come suona 'Spelacchiò». E qualcuno già gli risponde in romanesco: «Quanto ce sei mancato», «Abbello». Lo scorso anno l'abete rosso della Val di Fiemme montato in piazza Venezia e diventato famoso per le sue fronde particolarmente spoglie, era già diventato meta di pellegrinaggio, con romani e turisti che lasciavano bigliettini e desideri sotto i suoi rami.

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Noi, viaggiatori compulsivi con destinazione “ovunque

di Mauro Evangelisti