Il Table Foot spopola sulle spiagge di Ostia: i palleggi di Aldair, Tonetto e Paradiso

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Video di Mino Ippoliti

Tutti pazzi per il “teqball”, il nuovo sport che sta appassionando grandi e piccoli e che spopola sulle spiagge di Ostia. Praticato sulla riviera romagnola, questa nuova disciplina - tra le novità dell’estate 2019 - è il perfetto mix fra calcio e ping pong, il teqball è una disciplina dall’alto tasso di spettacolarità in cui tecnica e doti atletiche sono gli elementi chiave del gioco. Uno sport che ha già conquistato grandi campioni di calcio come Ronaldinho, Neymar Jr, Carles Puyol, Luis Figo, Nuno Gomes, Christian Karembeu e molti altri. E ieri protagonista assoluto sul litorale di Ostia è stato l’ex campione giallorosso “Pluto” Aldair. «È un modo per perfezionare la tecnica - ammette con entusiasmo il brasiliano campione d’Italia con la Roma nel 2001 - ogni tocco è studiato ed espressione di stile e precisione». Le regole di questo sport non sono molte, né difficili. Si gioca in due contro due con un normale pallone da calcio, su un tavolo ricurvo studiato appositamente in modo da avere la superficie ideale per misurare le proprie abilità calcistiche e affinarle. Lo scopo del gioco è mandare il pallone oltre la rete, nel campo dell’avversario, palleggiando fino a tre volte con qualsiasi parte del corpo, escluse le mani e mai due volte di seguito con la stessa. Via allo spettacolo: capriole, rovesciate, sforbiciate. Acrobazie rese più invitanti dalla sabbia. Non è un caso che uno dei testimonial del Teqball sia l’ex stella del calcio internazionale Ronaldinho, e che la leggenda racconti che i giocatori del Real Madrid si allenino praticando questa variante calcistica del ping pong per migliorare le loro tecniche individuali. L’ex campione del mondo con il Brasile nel 2002 ora arriva a giocare fino a sei ore consecutive. Il suo entusiasmo è tale che Ronaldinho e suo fratello pensano di dare vita a una Federazione Teqball ufficiale, dove è già diventato uno dei passatempi preferiti di molti brasiliani. Nonostante la sua rinomata abilità, Ronaldinho insiste che non rappresenterà il suo paese nella terza Coppa del Mondo Teqball 2019: «Non sono ancora a quel livello. Mi piace giocare, ma ce ne sono altri molto più bravi», ha ripetuto più volte. «Questo è uno sport che va bene per tutti - spiega l’ex di Napoli e Lecce, Angelo Paradiso - professionisti, appassionati e dilettanti. Oltre al divertimento, il teqball può migliorare agilità, concentrazione, resistenza, nonché sviluppare abilità tecniche». Per il teqball occorre un pallone, va bene anche quello da calcio, misura 5. Si può giocare uno contro uno o in doppio. La particolarità sta nel tavolo usato: ha la rete, ma non è dritto come quello del ping pong, bensì curvo. Il teqball può essere giocato sempre e ovunque. Infatti il tavolo può essere posizionato all’interno di centri fitness e palestre, ma anche in giardino e in spiaggia. E non mancano le evoluzioni e le varianti di questo sport che polarizza anche i baby campioni. «Sulle spiagge di Ostia giochiamo a teqball - precisa un altro ex giallorosso Max Tonetto - con tutte le possibili varianti. Come il “foot table”, per esempio. Un adattamento del “teqball”con le stesse regole solo che cambia il tavolo. Non è curvo. Basta, dunque, portare un tavolo di plastica in spiaggia e via al divertimento». A calcolare il numero di tocchi è lo stesso tavolo, che grazie a un dispositivo tecnologico appositamente pensato - il Teqbox- permette di monitorare automaticamente i movimenti della palla. Non manca - a questo punto - che la Var.

Mirko Polisano

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