Roma, rifiuti davanti ai ristoranti: raccolta flop, boom di reclami

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La catastrofe dell'appalto della raccolta differenziata nelle utenze non domestiche (bar, ristoranti, negozi) che Ama, a caro prezzo e con un sistema mal studiato, ha affidato a ditte private, è raccontato dai numeri: nei primi 10 mesi del 2019 ci sono stati 62 mila reclami, praticamente 200 al giorno. E dalle verifiche in corso, spesso sono emerse inadempienze delle ditte, tanto che sono già state previste sanzioni per oltre 1,1 milioni di euro. La fetta più importante è nel I Municipio, dove Multiservizi (beffa delle beffe una partecipata di Ama) ha già oltre 800mila euro di penali ipotizzate. Questa disastrosa gestione dell'appalto, senza un efficace sistema di controllo e soprattutto di prevenzione dei disagi, ha contribuito a rendere la città più sporca, a frenare la differenziata e a costringere i titolari degli esercizi pubblici a gettare i rifiuti nei normali cassonetti, aggravando così la crisi della città. Non solo: l'appalto, diviso in 16 lotti con durata variabile tra i 18 e i 36 mesi, ha impegnato ingenti risorse, 158 milioni di euro, e ha perfino sbagliato nel conteggiare il numero di utenze da servire, sovrastimando il dato: 80 mila rispetto alle reali 60 mila. Un servizio delle Iene inoltre ha documentato casi in cui gli operatori delle società private passavano, avvicinavano il badge per dimostrare di avere raggiunto l'esercizio commerciale anche nelle ore di chiusure, e se ne andavano senza raccogliere nulla.

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