Fiumicino, abbattuto edificio abusivo è la fine di una battaglia lunga 17 anni

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Iniziata a Isola Sacra la demolizione dello scheletro di un vecchio manufatto costruito con regolare concessione edilizia. L'edificazione dello stabile, in cemento armato e su un terreno tra via Coni Zugna e via della Scafa, era cominciata diciassette anni fa con licenza 27C/2003, rilasciata dall'Area edilizia del Comune costiero.

La vicenda si è poi tinta di giallo, quando l'amministrazione decise di annullare la concessione dopo la realizzazione di un seminterrato e del piano terra. «A quel punto è iniziata una battaglia a colpi di carte bollate precisa Daniele Rocca, coproprietario dell'immobile andato giù con vari ricorsi al tribunale di Civitavecchia, al Tar e al Consiglio di Stato». Il tutto ruotava attorno alla cubatura dell'edificio, che doveva essere di due piani, in «linea con il piano urbanistico della zona». Le cose sono precipitate e si è creata una frattura che ha condotto il Comune a emettere gli atti per la demolizione. «I miei legali conclude Rocca - stanno valutando la legittimità dell'azione dell'amministrazione, nel demolire una struttura che è conforme a quanto previsto dal piano regolatore del comune di Fiumicino». Con l'abbattimento dell'immobile e la rimozione delle macerie a carico dei proprietari, il Comune conta di far decollare il progetto che prevede la definitiva sistemazione del piazzale della Madonnella, con l'arretramento dell'edicola nell'area dove sorgeva il fabbricato. IL COMMENTO«È finalmente è iniziata la demolizione dell'edificio davanti a piazzale della Madonnella: è l'ennesimo provvedimento nella direzione di una città accogliente e curata». Dichiara il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, mentre la ruspa sbriciola pilastri e solaio davanti a molti curiosi. «Dopo 17 anni mettiamo un punto alla questione sottolinea il vicesindaco Ezio Di Genesio Pagliuca - eliminando una struttura che accoglieva in maniera poco dignitosa chi entra nella nostra città da via della Scafa. Ci sono voluti anni di battaglie legali, tentativi di conciliazione e procedure, ma adesso scriviamo la parola fine». Umberto Serenelli

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