Erosione: a rischio crollo il chiosco "40° all'ombra" sulla spiaggia di Focene

Martedì 26 Novembre 2019
Il chiosco
E’ allarme erosione a Focene dove il chiosco “40° all’ombra” è a rischio crollo. Nei giorni scorsi la violenza dei marosi ha scavato attorno alla diga in scaglione di selce, che protegge la spiaggia attrezzata, e creato uno scalino di sabbia alto circa 2 metri, distante dalla struttura in legno pochi metri. Nonostante la presenza delle dighe soffolte, desta forte preoccupazione la Colonia marina Stella Maris, lo stabilimento Lido del Carabiniere, in cui è a rischio la piscina, l’ex Coco Bongo beach e la spiaggia attrezzata Poìta, dove le onde continuano a avanzare minacciose. Sorvegliato speciale è l’ultimo chiosco di Focene che potrebbe avere le ore contate.
 
SERVE INTERVENTO DI SOMMA URGENZA
«Il mio grido di allarme, per attirare l’attenzione sulle condizioni in cui versa questo tratto di arenile, è stato vano negli ultimi anni – dice Antonio Quaranta, titolare del chiosco “40° all’ombra” – e ora mi trovo nei guai. Urge un intervento di somma urgenza da parte della Regione altrimenti non rimarrà nulla del mio chiosco su cui ho investito tutte le mie risorse economiche. Sono infuriato perché questa è la seconda struttura che ricostruisco dopo quella abbattuto in precedenza dal mare». L’operatore balneare è disposto a realizzare opere di protezione, davanti alla spiaggia attrezzata, a sue spese ma gli occorrono i permessi. Considerato che è in arrivo un’altra ondata di maltempo la struttura è a forte rischio.
 

 
IL MARE INVADE ANCHE LE STRADE
L’avanzata dei marosi ha lasciato il segno anche sulle strade che costeggiano l’arenile e colpito su viale Focene e sul lungomare Gioacchino Rossini. Le onde si sono spinte anche su via delle Came e superato il varco in spiaggia del chiosco “Baraonda” fino a raggiungere viale Focene e le abitazioni. Risucchiato il sistema dunale tra Focene sud e Fregene nord dove i marosi hanno ingoiato tante essenze arboree di pregio dell’area protetta del Wwf, i cui percorsi, delimitati da pali di legno collegati con corde, sono stati spazzati via. L’erosine avanza a grandi passi e i flutti finiscono la loro corsa all’interno del canale di bonifica collegato all’idrovore.
  Ultimo aggiornamento: 08:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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