Rocco Papaleo e Il Grande Spirito: "Io e Rubini, indiani e metropolitani a Taranto con l'Ilva che incombe"

EMBED
Un western, con un capo indiano lucano (Papaleo) e un fuggiasco alla Jesse James in dialetto barese stretto (Sergio Rubini); sui tetti del quartiere Tamburi di Taranto. Con la presenza incombente dell'Ilva. Rocco Papaleo risponde all'Interrogazione, partendo dal film di Rubini, spaziando per l'orgoglio lucano e la musica. "La Puglia è swing: sentite come parla Rubini, swing puro. La Basilicata coast to coast che ho girato e che amo è blues". Rocco racconta l'emozione del ritorno nella sua Lauria senza più la madre: "Mia madre c'è ancora, ma è una presenza più leggera. Sto riscoprendo il piacere grande di essere lì, dove sono le radici. Sanremo? Beh, grazie all'Ariston mi fecero uno striscione: Rocco orgoglio nostro. Mi è scappata la lacrima, anche a uno come me... Pensa tu..." Papaleo racconta Roma: "Gli anni decisivi al Locale di Vicolo del Fico. Favino faceva il buttafuori e vivevamo in simbiosi lì, noi del teatro off e quelli come Silvestri, Gazzè e Fabi che facevano musica. E facevo musica anche io.E' nata una genrazione in quel locale". E alla domanda di geografia Papaleo risponde con un luogo del cuore: scoprilo guardando l'Interrogazione del Messaggero di Alvaro Moretti
 

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Con la febbre in aeroporto non si finisce in quarantena

di Mauro Evangelisti