Reddito di cittadinanza, contrabbandieri e falsi poveri tra i beneficiari: 15 casi tra Bergamo, Frosinone e Palermo

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Ancora abusi sul reddito di cittadinanza. Lavoratori in nero, persone residenti all'estero ma anche contrabbandieri di sigarette tra le persone scoperte nella truffa. In provincia di Bergamo sono stati portati alla luce dodici casi di indebita percezione della misura di lotta alla povertà: sette cittadini di origine italiana e 5 straniera residenti in vari Comuni della provincia. Una signora di origine libanese ha simulato la separazione dal coniuge; due donne italiane avevano fatto richiesta nonostante fossero state assunte; un cittadino di origine pakistana percepiva invece il reddito di cittadinanza nonostante fosse residente a Londra dove ha da mesi anche un lavoro.

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A Partinico, in provincia di Palermo, il blitz delle Fiamme Gialle ha invece interessato un panificio dove i quattro lavoratori erano tutti occupati in nero. Uno di loro percepiva il reddito di cittadinanza. Nei confronti di quest'ultimo, un 38enne residente nel Comune siciliano, è scattata la denuncia per violazione della norma sulla misura di sostegno. Rischia la reclusione da due a sei anni. Per il proprietario del panificio è stata invece accertata, non solo una violazione delle norme sul lavoro, ma anche una consistente evasione fiscale (15mila euro di Iva non pagata e imposte evase su un reddito non dichiarato pari a 275mila euro). Altra operazione a Sora, un comune della provincia di Frosinone, dove è stato scoperto che in una attività di vendita di bibite e alimenti, a lavorare costantemente era il padre del titolare dell'impresa che percepiva da giugno 2019 il reddito di cittadinanza. Per ottenerlo aveva presentato all'Inps false dichiarazioni sulla propria posizione lavorativa.

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Il caso più eclatante infine in Campania. Spacciatori di sigarette di contrabbando per conto di un'agguerrita organizzazione criminale ma anche percettori del reddito di cittadinanza. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Capua (Caserta) nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Dda di Napoli, che ha portato all'esecuzione su ordine del Gip partenopeo di undici misure cautelari, un'ordinanza in carcere, tre divieti di dimora e sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Ventuno in totale gli indagati, dieci i percettori del reddito di cittadinanza.

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