Negozi, salta la chiusura domenicale: «È una legge che divide gli italiani»

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Rischio palude per la legge gialloverde sulle chiusure domenicali. «È un tema troppo divisivo, non è all'ordine del giorno. Non se ne parla», dicono apertamente dai vertici della Lega. Tradotto: è un provvedimento destinato, a meno di ulteriori ripensamenti, ad un binario morto. Visto che anche nello stato maggiore del Movimento 5 stelle non c'è per ora alcuna intenzione di accelerare. Al momento è in corso nella Commissione Attività produttive il secondo ciclo di audizioni. È iniziato subito dopo febbraio, quando la maggioranza ha presentato il testo che prevede la serrata delle saracinesche almeno per 26 domeniche (dei 12 festivi sono previste solo 4 deroghe su decisione delle regioni), lasciando aperti solo i negozi di vicinato e dei centri storici e gli esercizi legati alla vendita di auto e arredamenti. Ma il calendario in commissione da qui all'estate è già delineato. Prevede, tra l'altro, la discussione sulla legge delega sul turismo ma della proposta non c'è traccia. I relatori aspettano indicazioni ma lo stesso Salvini avrebbe chiesto in sostanza di rallentare l'iter. Di sicuro prima dell'estate non arriverà alcun via libera dell'Aula ed è convinzione comune tra i parlamentari che difficilmente la legge vedrà la luce. Anche perchè il calendario delle nuove regole dovrebbe partire per l'inizio del prossimo anno.

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