Il video messaggio di Rocío Muñoz Morales per la giornata nazionale della salute della donna

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Non abbassare la guardia sul fronte della prevenzione e della cura delle principali patologie femminili, nonostante il momento particolare legato all'emergenza coronavirus. Questo è il messaggio lanciato da Atena Donna in occasione della giornata nazionale della salute della donna, che ricorre domani. Negli anni passati l'evento ha rappresentato un momento per porre al centro del dibattito pubblico i temi legati alla salute della donna.

Molti ospedali hanno offerto screening gratuiti e si è svolta una delle manifestazioni simbolo, Fiume in rosa. 1000 colpi per la salute della donna, che ha riunito centinaia di donne, venute da tutta Italia per remare insieme sul Tevere. In questo momento, però, a causa della complessa situazione epidemiologica, la giornata dedicata alla salute della donna non potrà essere celebrata come di consueto.

«In tale contesto - sottolinea Carla Vittoria Maira - soprattutto le donne pazienti oncologiche possono sentirsi scoraggiate o desistere dal ricorrere ai servizi medici necessari. È tuttavia estremamente importante che non si abbassi la guardia sul fronte della prevenzione e della cura delle principali patologie femminili. E' indispensabile che sia assicurato il mantenimento dei servizi essenziali, che garantiscono cure e sostegno a tutte coloro che affrontano gravi patologie, e che quando questa fase emergenziale sarà terminata, le donne non trascurino l'agenda della prevenzione e di eseguire gli esami di screening consigliati per fasce di età».

«In questa grave circostanza - aggiunge - le donne stanno dimostrando il loro contributo fondamentale per assicurare i diversi servizi essenziali alla collettività e un ruolo decisivo negli ospedali, in prima linea nella lotta al virus. Pertanto, la Fondazione Atena onlus vuole riaffermare che la salute della donna è un bene da promuovere». Mentre Rocío Muñoz Morales, madrina di Atena Donna, evidenzia che «l'isolamento in casa e la precarietà del contesto socio economico possono trasformarsi in ulteriori fattori di rischio per tutte coloro che sono vittime di violenza domestica. «Va pertanto rafforzata la rete dei centri antiviolenza - conclude -le donne devono sapere che non sono sole».

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