L'Interrogazione di Paolo Ruffini e Volfango De Biasi: "Le bugie? A volte sono meglio della verità"

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Alla cattedra di Alvaro Moretti - tra trabocchetti e domande a tradimento - stavolta Paolo Ruffini e Volfango De Biasi, protagonista - con Giampaolo Morelli, Herbert Ballerina, Carla Signoris, Alessandra Mastronardi e Massimo Ghini - e regista della commedia degli equivoci L'Agenzia dei Bugiardi al cinema in queste ore. "Un film nel quale non ci si annoia quanto a colpi di scena: un'agenzia che inventa alibi in serie fino al colpo di scena conclusivo", dice De Biasi. Che nell'interrogazione di geografia parla di Francia: "La amo perché lì amano e difendono il loro cinema a costo di sembrare sciovinisti. I gilet gialli? Le violenze non mi piacciono, ma li si sono ribellati in piazza, qui mettiamo un mi piace sui social pensando che basti". Ruffini è un agente salva-infedeli con un difetto serio: "Sono narcolettico, il che creerà qualche problema". Nella vita e in quest'anno Paolo e Volfango hanno portato avanti progetti artistici legati alla loro sensibilità verso i diversametne abili. "Torno in scena il 22 e 23 al Brancaccio con Up&Down: sul palco io e i miei amici con la sindrome di uno che si chiamava Down. Ma loro mi portano Up con la loro facilità a raggiungere la felicità". De Biasi rivendica un David di Donatello e un titolo di campione del mondo: "Con la squadra nazionale dei malati psichiatrici abbiamo organizzato e vinto il mondiale a Roma dopo aver raccontato nel film Crazy for Football la favola del riscatto col calcio di persone emarginate, che si è guadagnata il David come documentario". Qui non mentono i due "interrogati", nella pellicola di bugie se ne sentiranno tante e sveleranno moltissime. "In amore sarebbe meglio di no", dice Ruffini che recita accanto alla compagna, Diana Del Bufalo. De Biasi meno tranchant: "In fondo come il cinema, la bugia è solo un'altro modo di vedere e raccontare la verità". Promossi. 


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