Governo Conte, tutti insieme a cena in un ristorante in centro a Roma

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Una cena tra un Consiglio dei ministri serale e un vertice mattutino. Giuseppe Conte invita fuori la sua squadra di governo, al ristorante Arancio d'oro in centro a Roma dove un anno fa portò a cena Luigi Di Maio e Matteo Salvini per placare lo scontro che si era aperto sulla manovra.

«Le sorti dei governi non si decidono a tavola», risponde sorridendo Conte a chi gli fa notare che il precedente non fa ben sperare. Ma anche questa volta i motivi di tensione tra alleati non mancano, a partire dal voto su Rousseau sulle regionali che porterà M5s a correre da solo. A tavola si parla di Emilia-Romagna e Calabria, si fanno battute, ci si punzecchia. All'ingresso, subito dopo il Cdm, si nota qualche volto scuro, soprattutto tra i ministri M5s. Il timore è che le regionali abbiano ripercussioni sul governo: lo si nega, ma a microfoni spenti più d'uno ammette che il voto di gennaio sarà delicato.

Il premier, che offre la cena a tutti e regala fiori alle ministre, è l'ultimo ad arrivare, intorno alle 23, al termine di un lungo Cdm, e l'ultimo ad andare via, intorno all'una. Tavolo per 22: ci sono i rappresentanti di tutti i partiti. E a un certo punto spunta anche la torta, per festeggiare il compleanno di Lorenzo Guerini, con «tanti auguri a te» cantato in coro tra applausi e risate. L'idea era fare squadra: il premier aveva annunciato un «conclave» con i leader di maggioranza, forse un'idea del tutto archiviata.

Per ora è una cena post-Cdm, a base di amatriciana e cicoria. I ministri arrivano e vanno via alla spicciolata, a piedi, in auto o in vespa, come il Dem Peppe Provenzano. Luigi Di Maio è il primo a entrare, poco dopo arriva la renziana Teresa Bellanova: tra gli ultimi Dario Franceschini («Che c'è di strano se ceniamo insieme»), Luciana Lamorgese, Roberto Gualtieri e infine Conte. Nell'attesa si beve prosecco.

«Vi do una notizia: ho cucinato io», scherza il premier con i cronisti, assicurando che «non c'è alcun litigio, nessuna tensione». Ma i dossier delicati sono tanti, dal voto di gennaio in Emilia-Romagna e Calabria che fa temere ripercussioni sul governo, a Ilva e Alitalia, fino al Mes, di cui si discuterà in un vertice mattutino convocato alle 8.30. All'uscita dal ristorante si ostentano sorrisi, dentro si brinda e si scherza. Basta una cena per risolvere i problemi e iniziare davvero a fare squadra? Conte cerca ancora la battuta: «Se non ne basta una, ne facciamo due».





Video: Agenzia Vista  Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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