Monda: Roma una vera Festa del cinema. Certi red carpet ce li invidiano

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"La Festa del cinema di Roma? Parlo con i numeri: +18% di spettatori, +23% di giornalisti presenti e +86% di visite sul nostro sito rispetto all'edizione record del 2018", Antonio Monda direttore della kernesse romana risponde all'Interrogazione del Messaggero. "L'onore di Mattarella alla prima di Scorsese, e con Martin col Papa a parlare del senso di rimorso di Irishman. Posso dire che Mattarella ha amato moltissimo Irishman, un film inseguito un anno. Murray? Un peronsaggio particolare, devi accettarlo per com'è. Ma quanta generosità da parte di Travolta nei confronti del nostro pubblico". Il film della sua vita? "Il padrino". Ma Monda riparte per New Yorl. "Al lavoro per l'edizione 2020...." Con orgoglio rivediamo insieme le foto cult di questa edizione. "Certi red carpet romani non si vedono in festival che stanziano cifre 4 o 10 volte più grandi del nostro".
Poi racconta l'episodio dell'incontro con il Papa. "Io e Scorsese eravamo in Vaticano per un incontro e mio fratello che lavora lì mi chiama: Vi vuole vedere il Santo Padre. Martin non s'era fatto la barba, anche io non avevo giacca e cravatta d'ordinanza ma ci siamo precipitati, ovviamente". Due anni fa Moonlight, Oscar. Un anno fa Green Book, Oscar. "Per quest'anno, oltre e Irishman e qualche film straniero, vi dico occhio a Waves di Trey Edward Shult, un film indipendente. Eppoi per Judy, la candidature della Zelweger è probabile". Vittoria per il pubblico di Santa Subito. "Un doc di Alessandro Piva importante per il tema affrontato, il femminicidio quando ancora non lo chiamavamo così. Ho visto una sala emozionatissima, ma è stata una sorpresa per tutti anche per me". Poi Monda parla di attori cult e del suo essere romano di New York e newyorchese di Roma. "Roma è il massimo della bellezza, New York della vitalità: se non vivessi lì la Festa di Roma non avrebbe questo respiro e certi ospiti".

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