Muccino: «Aspettiamo sempre gli anni più belli. Noi cinquantenni, generazione di spaesati»

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Interrogato del giorno, Gabriele Muccino: 800 copie del suo ultimo film, "Gli anni più belli" invaderanno i cinema d'Italia riportando l'orologio degli spattatori al 1982. La vicenda che coinvolge quattro amici per la pelle dai loro 16 anni fino ai 50 è il racconto della storia di una generazione "spaesata - dice Muccino al Messaggero -, il '68 e il '77 erano l'eco di qualcosa vissuto da altri, le ideologie di cui sentivamo parlare da anni cadevano e noi ci dovevamo quasi vergognare di aver voglia di leggerezza dopo eredità tanto pesanti quanto lontane". Il film è un grande romanzo sull'amicizia e "su come i tratti distintivi intimi risultino intaccati, ma non cancellati con il passare del tempo: amori e tradimenti, sentimenti e aspirazioni finisco per restare nel fondo del cuore dei miei protagonisti".
IO E GLI ATTORI - Muccino racconta con passione come ha diretto i suoi sul set e sul palco di Sanremo: "Lavoro moltissimo con gli attori, fisicamente attaccato a loro, ho bisogno di sentirli fisicamente per fargli avere una sorta di trance che li faccia essere i personaggi quando giro. E certe riprese in piano sequenza devono sembrare come una danza". E ballano con Muccino Pierluigi Favino, Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Emma al debutto sul set, Nicoletta Romanoff.
IO E I LEONI - Sul mappamondo dell'Interrogazione sceglie il Kenya: "Giravo documentari sulla savana e lì ho capito la dimensione dell'uomo in una natura selvaggia. Scesi dalla jeep per fare pipì e mi trovai occhi negli occhi con cinque leoni. Per loro ero una preda: io guardavo loro, una paura che paralizza quando capisci che tutti i tuoi pensieri non contano nulla, c'è la fisicità dell'essere predatore e preda, un sentimento basico quasi erotico. mela sono cavata, ma un sentimento così primordiale non lo ho più provato".
IO E DE SICA - Sul ciak del Messaggero, dopo aver raccontato le sue storie hollywoodiane, Muccino scrive il titolo di uno dei film della sua vita: "Ladri di biciclette: De Sica insegna al mondo come il cinema possa raccontare il tutto con le storie semplici, della vita di tutti i giorni".
IO E IL MESSAGGERO Nel film in uscita il 13 febbraio in 800 copie, c'è anche il Messaggero: Riccardo, il personaggio interpretato da Claudio Santamaria, tra i mille tentativi fa anche quello del cronista ed esplode di felicità per aver pubblicato un articolo nella pagina degli spettacoli del nostro giornale.