Cavalieri di Malta, torna a splendere la chiesa di Santa Maria del Priorato capolavoro di Piranesi

EMBED
di Laura Larcan

Il genio eccentrico e visionario di Giovanni Battista Piranesi colpisce ancora. Con la sua unica opera architettonica, la chiesa di Santa Maria del Priorato, incastonata in un angolo nascosto dell'Aventino. Il lungo e complesso intervento di restauro, anticipato dal Messaggero, è stato ufficialmente svelato. Ed è uno spettacolo. I colori originali sono tornati a pulsare, così come li aveva concepiti il grande maestro veneziano tra il 1764 e il 1766, con quel candore lattiginoso in armonia con le nuance ocra e giallo tufo.

GLI STUCCHI
E gli stucchi: quel corredo di creazioni a rilievo, che sembrano trascrivere la bulimica immaginazione del Piranesi. La facciata con decori che sembrano attingere al mondo esoterico e classicista, simboli di fede cristiana e allegorie, tra sfingi egizie accanto a torri, spicchi di lune incatenate, serpenti, trofei romani accanto a simboli dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, l'attuale Ordine di Malta che qui ha sede e custodisce la memoria del Piranesi. All'interno della chiesa - un'unica navata concepita quasi come camera sepolcrale - regala suggestioni pure. Il colpo d'occhio è forte. Ordine ed eccentricità, mitologia e echi delle crociate, simboli religiosi e vocazione marinara dell'Ordine di Malta. Per Piranesi, disegnatore, incisore, teorico dell'architettura (con l'acqua e la luce della laguna nel cuore), si fa a gara con le definizioni: maestro del bricolage, Mozart delle rovine, fantasista dell'arte. Santa Maria del Priorato, restaurata grazie all'Ordine di Malta, testimonia tutta la sua immaginazione.

Il lavoro titanico dell'équipe di restauratori, guidati da Giorgio Ferreri, ha riconsolidato tutti gli stucchi restituendo loro la patina brillante così come l'aveva lasciata l'artista (la chiesa, infatti, ha il pregio unico di non essere mai stata rimaneggiata). Due anni di pulitura e consolidamento hanno rimosso gli strati di depositi, polveri e nerofumo, ripristinando i perfetti giochi di ombre e chiaroscuri che creano l'effetto tridimensionale sulla volta e sulle pareti, dove spicca la statua cenotafio del Piranesi che qui sembra vigilare il suo gioiello commissionato dal cardinale Giovanni Battista Rezzonico, Gran Priore dell'Ordine. «Piccola e stupenda», la definiva Giulio Carlo Argan, che amava questo talento veneziano, cresciuto sulla lezione vedutista del Canaletto, ma sopraffatto dall'aura millenaria di Roma, dal 1740 sua città d'adozione. «Folle, pazzo», lo chiamava il Vanvitelli. Piranesi era tutto questo. E il suo capolavoro sarà fruibile anche dal pubblico, perché l'Ordine di Malta ha deciso di aprirla ogni venerdì e almeno un sabato al mese su prenotazione. Piazza dei Cavalieri di Malta 4

Video Paolo Rizzo

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