Follia ultrà, pulmini di tifosi del Lecce incendiati da tifosi del Bari. Bimbi a bordo

video
EMBED
Scene di ordinaria follia in autostrada dove si è verificato uno scontro tra tifosi del Bari, diretti a Castellammare di Stabia per la partita della loro squadra contro la Cavese, e i sostenitori del Lecce, diretti invece all'Olimpico, a Roma, per la partita contro la Roma in programma alle 18. Esclusa, dopo una prima indicazione in tal senso, l'ipotesi di un agguato preordinato ai danni dei sostenitori giallorossi partiti dal Salento.

Coronavirus, dalla "A" di antivirali alla Z di "Zibetto": l'alfabeto del virus

In un primo momento si era pensato che, in zona Ofanto sud, fra Cerignola e Foggia, fosse stata attuata una vera e propria imboscata, per la presenza di alcuni chiodi sull'asfalto: dopo aver forato, i pulmini dei supporters giallorossi sarebbero stati costretti a fermarsi e, a quel punto, circa 200 baresi avrebbero circondando due mezzi diretti all'Olimpico con a bordo una ventina di tifosi giallorossi. Armati di spranghe e torce avrebbero quindi aggredito i tifosi e poi incendiato i pulmini. Le cose sarebbero invece andate diversamente.

All'origine dell'episodio, secondo la ricostruzione fornita dalla polizia di Cerignola, ci sarebbe una casualità. Anche se la sostanza non cambia. Sarebbero stati dei pullman con 200 tifosi a bordo, diretti a Castellamare di Stabia per il match del Bari contro la Cavese, a perdere stabilità a causa delle forature, restando in panne sull'asfalto e bloccando il traffico. E qui il patatrac: gli ultras biancorossi avrebbero individuato i mezzi dei tifosi giallorossi in viaggio verso Roma e li avrebbero circondati. Da qui in poi la ricostruzione è sostanzialmente analoga alla precedente: i tifosi del Bari, dopo una serie di scontri, avrebbero distrutto tre veicoli partiti dal Salento e dato alle fiamme un quarto con alcune torce che avevano con sé. Vigili del fuoco e polizia, accorsi sul posto, hanno domato i roghi e riportato la situazione alla calma. Saranno gli accertamenti delle forze dell'ordine a individuare i responsabili dell'assalto ai danni della carovana leccese. Sono poi stati i reparti della Celere della polizia a radunato tutti i giallorossi diretti a Roma, provvedendo a scortarli per il resto del tragitto.

Sulla pagina ufficiale della società sportiva Bari Calcio è poi comparso il seguente comunicato: "SSC Bari intende esprimere la più ferma condanna per quanto accaduto quest’oggi sul tratto autostradale che collega la Puglia alla Campania. Ogni forma di violenza è da condannare nel modo più assoluto; sono episodi che non hanno nulla a che vedere con i valori che la Società biancorossa e la città di Bari hanno da sempre promosso e sostenuto. Questi episodi sono da condannare in maniera netta e categorica. Coloro i quali si sono resi protagonisti di azioni così vili e violente, niente hanno a che fare con la civiltà e la sportività della maggior parte della tifoseria barese. In attesa che le autorità competenti facciano piena luce su quanto effettivamente accaduto, la Società esprime tutta la propria solidarietà all’US Lecce e ai suoi tifosi, unitamente agli auguri di una pronta e completa guarigione agli eventuali feriti". Al momento, nessun intervento ufficiale da parte dell'US Lecce.

Sulla vicenda poco fa anche l'intervento del sindaco di Bari Antonio Decaro, in mattinata impegnato con la visita del Santo Padre, papa Francesco: «In una giornata in cui a Bari si è vissuto un momento di preghiera e di pace in un clima di serenità e accoglienza, le notizie che ci giungono di scontri avvenuti in autostrada, che ha visto coinvolti alcuni tifosi baresi, fanno ancora più male», scrive il primo cittadino. «Non credo ci siano parole per commentare l'accaduto, se non quelle di condanna assoluta, senza se e senza ma, verso azioni così vili e violente che nulla c'entrano con lo sport e i suoi valori. Da sindaco, da barese e da tifoso mi vergogno per loro e chiedo scusa a nome della città di Bari. La storia della nostra città e della squadra di calcio non ha niente a che fare con queste persone, che speriamo ricevano una punizione esemplare».
 

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani