Roma, scuola senza prof ,caos ore di lezione: ne salta una su tre. Il triste primato della "Anna Frank"

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«Maestra che facciamo oggi?». «Leggiamo un libro se vi va». Che il tempo per spiegare i confini geografici dell'Italia, le grandi Capitali d'Europa e del Mondo deve ancora arrivare. Così come incerta è la partenza per le lezioni di Storia, ad esempio, o per quelle di Tecnica e ancora di Storia dell'arte. A pochi giorni dalla riapertura ufficiale delle scuole di ogni ordine e grado, avvenuta lo scorso 16 settembre, nella Capitale permane ancora un problema che, nella migliore delle ipotesi, si risolverà solo ad ottobre inoltrato. Mancano i docenti, gli educatori, il personale di segreteria e quello necessario per il sostegno di bambini disabili. Quale l'effetto? Che in una scuola su tre, poiché non si può chiudere la struttura e rimandare gli alunni a casa, vengono arruolati supplenti giornalieri per coprire una o più ore di lezione. Insegnanti, tuttavia, che non manterranno l'incarico fino al prossimo giugno e che vengono impiegati per tamponare l'emorragia di personale - causata tanto dai pensionamenti di Quota 100 quanto dalle malattie, dai congedi, dai trasferimenti - che ha indebolito fortemente l'organico delle scuole. E allora ecco che da una parte le lezioni vere e proprie di quelle materie disciplinari obbligatorie non sono ancora partite e sempre in un caso su tre le dirigenze sono state costrette ad anticipare l'uscita e sospendere, almeno in queste settimane, il tempo pieno.

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