Rave, feste, business illegali: un piano per passare al setaccio i centri sociali romani

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di Marco Pasqua

A 24 ore dal prossimo rave di Spin Time Labs il primo, probabilmente l'unico a livello globale, a sfruttare corrente ripristinata per mano di un cardinale la Questura sta mettendo a punto le richieste da portare all'attenzione del comitato per l'ordine pubblico. E anche se via di San Vitale è reduce da giornate complicate sotto il punto di vista dell'ordine pubblico dalle manifestazioni alla Sapienza di lunedì alle tensioni fuori dallo stadio Olimpico, ieri il tema della legalità negli spazi aperti al pubblico, è prioritario per il questore, Carmine Esposito. Non solo Spin Time Labs, dunque. L'ipotesi, ancora embrionale, è quella di iniziare ad estendere il modello applicato per la movida fuorilegge, anche ai locali sorti dentro i centri sociali, al di là della necessità di sgomberarli (la lista già c'è, si attende il via libera della Prefettura). Perché se da una parte ci sono strutture basate sulla cosiddetta emergenza abitativa che pure andranno restituite al pubblico o al privato cui sono state indebitamente sottratte dall'altra c'è un tema ancora più scottante: le migliaia di persone che frequentano le discoteche, i pub e i ristoranti che sono sorti al loro interno. Il caso più eclatante è quello dell'Esquilino: Spin Time Labs ha una programmazione musicale così intensa, da ripartire già questo venerdì e sabato. Serate a pagamento, con moltissimi giovani, alcol venduto a chiunque, e nessun tipo di controllo. Il piano è quello di intervenire per tutelare chi questi luoghi li frequenta. Per i ristoranti, i carabinieri sono già pronti a fornire l'ausilio del Nas: controlli sulla conservazione dei cibi, ma anche sul loro trattamento e sulla pulizia dei locali. Sempre l'Arma è pronta a fornire ausilio con il suo Nis, Nucleo ispettorato del lavoro (anche se il pagamento di chi opera all'interno di Spin Time avviene esclusivamente in nero).

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