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Strage sulla Marmolada, Stefano Ardito: «A quell'ora era tardi per affrontare il ghiacciaio, ma non si possono imporre divieti»

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Strage sulla Marmolada, Stefano Ardito: «Grande dolore per le vittime. Un esempio devastante degli effetti del cambiamento climatico, ma ora non si possono chiudere i sentieri. Caccia al colpevole? La magistratura faccia il suo corso, ma il più grande insegnamento che arriva da questa immane tragedia è che dobbiamo imparare a rispettare i segnali che ci manda la natura intensificando la lotta al riscaldamento della Terra. E i ghiacciai, che si ritirano sempre più in fretta, sono fra i più importanti e fra i più evidenti "segnalatori" della necessità di questa lotta. Quel seracco poi, avrebbe potuto staccarsi in qualsiasi momento. Ogni ghiacciaio è in perenne movimento e lo sarà sempre di più con l'aumento costante delle temperature».

 

Stefano Ardito, alpinista, scrittore, giornalista, autore di guide, documentarista, da oltre trent'anni propone (anche attraverso il suo sito stefanoardito.it ) un approccio al turismo sostenibile e alla conservazione della natura. Lo storico collaboratore del Messaggero racconta il suo punto di vista sul dramma della Marmolada, sul futuro dell'alpinismo e dell'escursionismo. «Certo, sui ghiacciai si va, si dovrebbe andare, nelle prime ore del giorno e colpisce il fatto che in tanti fossero ancora in marcia nel primo pomeriggio di un giorno caldissimo, ma al tempo stesso sarebbe molto difficile, se non impossibile, applicare un sistema di divieti all'escursionismo, pensiamo alle vie ferrate, ad esempio, e all'alpinismo in genere. La passione per la montagna da sempre comprende il principio dell'autoresponsabilità e il criterio della prudenza che non possono mai essere dimenticati». 

Paolo Ricci Bitti

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