Incendio in casa nell'Aretino, due morti e due feriti

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Le luci intermittenti di Natale a fare da contorno ai lampeggianti dei vigili del fuoco e delle ambulanze, nella notte di Padonchia, una manciata di case alle porte di Monterchi (Arezzo) paese noto nel mondo perchè Piero della Francesca vi dipinse la "Madonna del Parto" che ancora custodisce. Qui sono morti, tra le mura della loro casa, Giuseppe Baldi, 84 anni e la moglie 80enne Gina Scarselli, al primo piano di una villetta appena ristrutturata. Lievemente intossicate altre due donne, la nuora e la nipote.

Lei, inferma da tempo, è stata trovata distesa sul letto, probabilmente non si è neppure accorta di quanto stava accadendo, soffocata dal fumo. Lui, invece, era disteso vicino alla stufa, probabile causa dell'incendio, nel seminterrato dove era sceso forse nel tentativo di spengere le fiamme e salvare la moglie e la famiglia del figlio che vive nell'appartamento sopra al suo. E invece non ce l'ha fatta ed è stato ritrovato dai vigili del fuoco semi carbonizzato. Il figlio 60enne, che dormiva nella sua abitazione con la moglie, 56 anni e la figlia 27enne, è rimasto praticamente bloccato in casa in attesa dei soccorsi, mentre le due donne sono state tratte in salvo da uno zio, che abita nella casa vicina e che è stato svegliato dal fumo. In attesa dei vigili del fuoco è stato lui ad appoggiare la scala dove sono salite le due donne per passare nell'altra abitazione. I pompieri, con tre squadre provenienti da Sansepolcro, Arezzo e Città di Castello (Perugia), hanno faticato non poco a entrare. Sul posto sono giunte ambulanze, automedica, elisoccorso Pegaso e carabinieri.

L'urlo delle sirene ha squarciato il silenzio della frazione a quell'ora, erano le 4,30 circa, addormentata. Mamma e figlia sono state subito trasportate all'ospedale di Sansepolcro lievemente intossicate mentre il padre non ha riportato conseguenze. La villetta fa parte del gruppo di case che compone l'abitato di Padonchia. «Le altre abitazioni non hanno riportato danni e non dovrebbero esserci problemi - ha detto Marco Covani dei vigili del fuoco di Arezzo -. Quella della famiglia Baldi invece non è agibile». Una vita dedicata alla campagna quella di Giuseppe e Gina, per anni coltivatori. «Quanto accaduto mi ha profondamente rattristato - ha detto il sindaco di Monterchi Alfredo Romanelli accorso prontamente sul posto -. Una coppia di lavoratori che non meritava una fine così». Il sindaco è andato poi ad abbracciare il figlio della coppia Angelo, operaio sessantenne sconvolto dal dolore. Le indagini sono affidate ai carabinieri che, sulla base dei rilievi tecnici dei vigili del fuoco e degli elementi raccolti sul posto, dovranno far chiarezza su quanto accaduto. Sotto accusa il funzionamento della stufa: probabilmente Giuseppe Baldi era sceso nel seminterrato proprio perchè la stufa non funzionava o forse per alimentarla con altra legna. In quel momento potrebbe essere partita la fiammata o il fumo che non hanno consentito all'anziano di risalire le scale e di mettersi in salvo

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di Pietro Piovani