Altop dige, aa frana di Schiucaz ha ricominciato a muoversi: case minacciate

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A distanza di 6 mesi dall'allarme per la frana che minacciava il paesino dell'Alpago due famiglie di Schiucaz e i titolari dell'attività commerciale si ritrovano al punto di partenza. La speranza era che ieri venisse revocata l'ordinanza di sgombero delle case, ma non è stato così. Per le due famiglie Zanon sarà un'altra notte in albergo e per gli imprenditori De Pizzol, ancora una giornata di lavoro a metà. Sì perché l'ordinanza permette il rientro nelle case di giorno, dalle 8 alle 17: un orario che non consente però al titolare del magazzino di bibite e al figli che gestisce l'attività agricola di completare il lavoro della giornata che va ben oltre quell'orario. Ma di lavoro ne hanno fatto tanto ieri le ruspe della ditta di Tambre che da giorni sta alleggerendo la frana. «In una sola giornata lavorativa - ha detto ieri sera Rudy Zanon, con tanto foto - hanno fatto più lavoro loro, senza tanta burocrazia e politica. Le decisioni devono essere prese per effettuare un lavoro definitivo e non per fare politica sulle nostre spalle». Uno sfogo dettato dalla rabbia per quello che a Schiucaz hanno passato in questi mesi. Ma a chiarire l'opera compiuta in questo periodo è il direttore generale di Veneto Strade, Silvano Vernizzi. «È più che comprensibile la stanchezza e la rabbia degli abitanti di Schiucaz - ha spiegato ieri tramite una nota diffusa in mattinata -, costretti ancora una volta ad evacuare parzialmente la frazione. Però la responsabilità della frana è da imputare esclusivamente alla pioggia costante e intesa di questi giorni e al materiale di cui è costituita la montagna». «Oltre agli interventi già effettuati - ha detto Vernizzi -, c'è ben poco altro da fare se non continuare a scaricare la frana mano a mano che si forma. Giustamente dal loro punto di vista gli abitanti lamentano che si poteva fare prima e scaricarla del tutto. Purtroppo non si può e non per mancanza di fondi ma perché sarebbe necessario spianare tutta la montagna e questo ovviamente non è possibile. Veneto Strade continuerà a monitorare lo scarico della frana e ad intervenire ogni volta che si formerà». Nessuno quindi si era dimenticato di Schiucaz, come avevano temuto gli abitanti. Tanto che i mezzi di Veneto Strade erano al lavoro da diversi giorni, prima delle piogge del fine settimana. La speranza per i 6 abitanti ancora fuori casa (tra i quali una donna di 93 anni) è che il paese torni alla normalità il prima possibile.

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