Asili nido, azzeramento delle rette, ma entra solo un bimbo su 10

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Aumentare i posti negli asili nido, soprattutto al Sud, e abbassare le rette, fino ad azzerarle per le famiglie più svantaggiate a partire dal prossimo anno scolastico. È questo il primo intervento che si propone il nuovo governo Conte. Un obiettivo non da poco, che punta ad accorciare le liste d’attesa nelle strutture educative per l’infanzia, da cui resta fuori oltre un milione di bambini e a limitarne quindi i costi che, per le famiglie in media, arrivano a 300 euro al mese. Ma il dato più inquietante è che in Italia usufruisce di un nido pubblico solo un bambino su 10. Un’emergenza vera e propria. «Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre -ha assicurato ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte - rafforzare l’offerta e la qualità di un’educazione fin dal nido è un investimento strategico per il futuro della nostra società perché combatte le diseguaglianze sociali, che purtroppo si manifestano sin nei primissimi anni di vita, e favorisce una più completa integrazione delle donne nella nostra comunità di vita sociale e lavorativa» E lo sanno bene le famiglie italiane che devono fare i conti con la scarsa disponibilità di posti e i costi altissimi delle strutture private.

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