Morto l'orso polare Yupik, costretto a vivere 25 anni al caldo in Messico

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L'orso polare Yupik è morto dopo aver vissuto 25 anni rinchiuso in uno spazio di cemento, lontano da ogni contatto con la natura. In questo spazio c'era una piscina con l’acqua calda e quindi inutile per cercare refrigerio da temperature che raramente scendono sotto i 21° C. Così l’orso polare Yupik ha vissuto 25 dei suoi 27 anni di vita. Dopo essere stato un'attrazione da circo per migliaia di turisti ora è morto per un aneurisma e per un’aorta fratturata.

Era arrivato dall’Alaska nel 1992, quando sua madre era stata uccisa e lui era stato mandato, ancora cucciolo, nello zoo di Morelia, nel Messico occidentale. La sua morte è stata definita «inevitabile» dai responsabili della struttura, causata da «malattie naturali di un animale molto anziano - si legge in un comunicato stampa - Yupik ha vissuto più a lungo della vita media della sua specie in natura, che normalmente arriva a 15 a 18 anni».
 
Da anni il caso di Yupik è al centro delle polemiche con gli attivisti. Nel 2016 alcuni controlli sanitari avevano riscontrato le sue precarie condizioni di salute dovute ad un ambiente troppo caldo e agli spazi limitati in cui vivevano. Nel 2017 lo zoo, d’accordo con il governo dello stato di Michoacan, aveva accettato di sottoscrivere una convenzione che ne prevedeva il trasferimento nello Yorkshire Wildlife Park, un ex centro per l’equitazione inglese trasformato in rifugio per la fauna selvatica e la tutela della biodiversità. Tutto era pronto, anche la copertura dei costi da parte di un’organizzazione canadese.  Ma poco prima di effettuare il trasferimento, il governo locale ha cambiato idea: «Michocan è la casa di Yupik e qui deve restare», il tweet del governatore Silvano Aureoles dello scorso febbraio.


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