In Val di Fiemme sul sentiero dell'arte: a piedi tra le sculture del parco RespirArt

Venerdì 26 Luglio 2019 di Stefano Ardito
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Il parco RespirArt e il Latemar

Nove mesi fa sulla Val di Fiemme, la “miniera verde” del Trentino, si è abbattuta la tempesta perfetta. Raffiche di vento di straordinaria violenza hanno abbattuto oltre un milione di alberi. Lo stesso è accaduto in Friuli, in Alto Adige e in Veneto.

Oggi, chi percorre la valle tra Tesero, Predazzo, Cavalese e Bellamonte scopre paesaggi segnati dai crolli, e altri dove la bellezza non è stata toccata. Tra le centinaia di sentieri della Val di Fiemme, alcuni sono bloccati dai tronchi caduti, altri dai lavori di ripristino e di raccolta del legname. Il fascino delle vette del Latemar, delle Pale di San Martino e dei Lagorai è rimasto invariato.
 

 

Dall’Alpe di Pampeago, la seggiovia che sale verso il Monte Agnello e il suo rifugio offre una suggestiva passeggiata tra panorami, natura e arte. Dall’arrivo dell’impianto, a 2200 metri di quota, una passeggiata in discesa consente di toccare le installazioni e le sculture in legno del Parco RespirArt, il museo all’aria aperta ideato da Marco Nones, un artista di Cavalese, e dalla giornalista Beatrice Calamari.

Tra abeti, piste da sci e pini mughi, di fronte alle rocce del Latemar, artisti di tutto il mondo (tra loro il giapponese Hidetoshi Nagasawa) hanno raccontato le loro storie con il legno di Fiemme e altri materiali. Una scultura, “Mediterraneo” di Elio Vanzo, ricorda il “Guerriero di Capestrano”, capolavoro dell’Abruzzo preromano.  

Nelle ultime settimane, alle 22 installazioni già presenti in RespirArt ne sono state aggiunte altre 5. L’inaugurazione è sabato 27 luglio, con una passeggiata in compagnia degli artisti e degli studenti delle Accademie d’arte di Varsavia e Venezia. A presentare l’evento, inserito nelle celebrazioni per i 10 anni delle Dolomiti UNESCO, è la giornalista del TG2 Maria Concetta Mattei.

Tra le nuove opere, “Simbiosi”, con i suoi licheni poggiati sugli alberi, è opera della svedese Hannah Streefkerk. I polacchi Stanisław Brach, Jan Jaworski Brach e Filip Musiał hanno creato “Point”. Il trentino Giovanni Bailoni ha dedicato un’opera a Déodat de Dolomieu, il geologo che ha dato il nome alle Dolomiti UNESCO.

“Mirror” di Martina Pomari, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, unisce 18 betulle e invita a guardare il mondo con gli occhi degli alberi. “29 ottobre 2018”, del gruppo Terrae (Giuseppe Dondi, Alberto Larcher, Roberto Rossi e Fabio Seppi) è un invito a non dimenticare la tempesta di nove mesi fa. Di fronte allo Chalet Caserina, fino al 12 settembre, è esposto “Dilatazione”, un bronzo dell’artista milanese Carlo Ramous.

La passeggiata inaugurale inizia alle 9 del 27 luglio all’Alpe di Pampeago, la partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi per telefono o Whatsapp al 335.1001938, o con una mail a respirartgallery@gmail.com. Altre informazioni su www.respirart.com, www.latemar.it e www.visitfiemme.it.

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