La Domus romana dell’artista Giulio Gorga, nel cuore del Circeo

Venerdì 14 Agosto 2020 di Lucilla Quaglia

A due passi da Torre Paola, nel cuore del Circeo, esiste una villa completamente frutto dell’estro e della cultura del pittore romano Giulio Gorga. Fresca dimora che ricorda, nei dettagli, una vera domus romana.
Creativo dalle mille esperienze, Gorga ha portato tra queste originali mura non solo la sua residenza ufficiale ma anche la passione per la storia della Città Eterna e un po’ tutta la sua vita. Ogni angolo, ogni oggetto, ha qualcosa da sussurrare.
Si entra in una specie di dedalo di piante messe a dimora, negli anni, dal proprietario stesso, tra cui altissimi pini, un boschetto di bambù ispirato a Villa Adriana e un viottolo di pietre che si sdoppia e conduce da una parte verso la villa padronale e, dall’altra, alla dependance. Su tutto, l’impronta della domus: dai busti di Traiano e Giulio Cesare al giallo ocra che incornicia le porte al rosso pompeiano che trionfa su alcune pareti. Tocco d’artista: i cornicioni dipinti lungo le pareti in stile romano con soggetti floreali che a volte scendono fin sulle opere appese. Tra cui una maschera barocca ma anche preziose porcellane del Settecento, opportunamente protette in teche a tutta parete. Perché qui gli stili e le epoche alla fine si fondono in una specie di galleria d’arte che possiede perfino un bustier color oro appartenente nientemeno che ad una dama di corte di Maria Antonietta.
 

 

«Questa casa - spiega Gorga - rispetta il principio, antico romano, dell’assenza dei corridoi. Ho aperto sempre più spazi luminosi per dare tanta aria e luce, proprio come avveniva nell’antica Roma, dove era tutto un fluttuare di aria». Ed ecco candidi timpani a celare quadri importanti e preziosi marmi sparsi qua e là. Anche il tetto, protetto dai classici coppi, richiama losanghe e decori.
Lo sguardo si perde tra le teste dipinte, i busti evocativi e i quadri firmati dal proprietario. E nei bagni: in uno, in particolare, si erge una grande vasca in marmo con maniglie e basamenti a forma di zampa leonina, sempre in marmo, su cui troneggia un enorme notturno romantico. Sul pavimento si osservano un paio di mosaici in bianco e nero dai richiami marini. E, di fronte, una piccola stanzetta con un letto a baldacchino, da vero principe.
All’esterno c’è perfino una vasca a rappresentare l’impluvio per la raccolta dell’acqua piovana.
Non è quindi un caso che la villa sia stata oggetto, in passato, di diversi set e che in questo momento vi villeggino, oltre a Gorga, la regista Cristina Mascitelli e lo stilista-astrologo Massimo Bomba, di cui è stato appena pubblicato il libro “E la Papessa chiese alla Luna”. Una volta entrati, riesce difficile uscirne. Quasi si fosse stati rapiti in un’altra epoca.

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