LAZIO

Andar per borghi: percorsi all'insegna dell'arte e delle golosità del territorio, fra Caprarola e Nepi

Martedì 8 Dicembre 2020 di Maria Serena Patriarca
Palazzo Farnese a Caprarola

Atmosfere natalizie e sapori gourmet del territorio: l’itinerario che vi proponiamo oggi, a solo un’ora di macchina da Roma, tocca i due meravigliosi borghi di Caprarola e di Nepi, entrambi avvolti dallo scenario di boschi dove l’autunno dipinge gli alberi in una tavolozza di colori, con tutte le sfumature di giallo, arancio e rosso. Nelle vicinanze del lago di Vico, Caprarola è dominata dal maestoso Palazzo Farnese, che ha reso il paese una meta di eccellenza dei percorsi turistici all’insegna dell’arte e della storia. Medioevo e Rinascimento si fondono nei vicoli del borgo, alcuni così ricchi di piante e fiori da sembrare dei giardini d’inverno in miniatura. Fiore all’occhiello enogastronomico di Caprarola sono le botteghe e le norcinerie dove salsicce, porchetta, formaggi di pecora e salumi locali fanno da padroni. In questo momento, complice la vicinanza del Natale, i forni del luogo si danno un gran da fare nel preparare i tipici biscottoni al burro e cioccolato e le ciambelline al vino rosso. E la vicinanza di numerosi castagneti fa sì che una delle prelibatezze del posto siano anche i marroni allo sciroppo: ideali da abbinare, per esempio, al pandoro e alla panna montata. Percorrendo la via Dritta, all’ingresso del paese, si percepisce come la scenografia su cui è stata impostata la costruzione del paese è un chiaro esempio di urbanistica cinquecentesca nella sua massima espressione: sullo sfondo della strada in salita svetta, come su un palcoscenico a teatro, il maestoso Palazzo Farnese che domina il paese dall’alto della collina grazie ad una pianificazione prospettica sapientemente studiata. Eppure, oltre a questo che è diventato il simbolo di Caprarola nel mondo, ci sono tanti altri scorci, meno noti ma suggestivi da esplorare, nel borgo: come il Ponte delle Monache, il fontanile di Fontana Vecchia e la Fontana delle Boccacce, realizzata su un probabile progetto del Vignola nella seconda metà del Cinquecento. Lasciamo Caprarola e, in direzione di Roma, ci fermiamo a Nepi, dove l’atmosfera del Natale è visibile specialmente la sera, grazie alle luminarie che abbelliscono l’antico borgo (sulle appendici dei Monti Cimini) circondato da imponenti bastioni e da torri medievali. Sicuramente uno dei borghi più belli della Tuscia, Nepi sembra abbia avuto origine ben 458 anni prima di Roma, ad opera del fondatore Termo Larte.  Una tappa d’obbligo è alla Chiesa di San Tolomeo (o del Rosario), originaria del 950 e in seguito dichiarata Monumento Nazionale, per poi essere ulteriormente abbellita e restaurata nel corso del XVI secolo. La Chiesa di San Pietro Apostolo, invece, è di origini trecentesche ma, in seguito all’evoluzione e ai restauri nel corso dei secoli, oggi è un esempio di architettura del tardo barocco. La Rocca dei Borgia è senz’altro il luogo di Nepi più avvolto da leggende e misteri: in questo castello transitarono personaggi del calibro di Lucrezia Borgia e suo Fratello detto “Il Valentino”, ma anche i papi Alessandro VI e Paolo III. Palazzo Celsi, invece, è uno dei più fotografati fra i numerosi palazzi storici del borgo: il nome deriva dal nobile che lo fece costruire, Ascanio Celsi, durante il periodo farnesiano. Il cinquecentesco Palazzo Sansoni è arricchito da un loggiato e un cortile con una bellissima fontana. Tra i palazzi medievali spiccano invece Palazzo Savi e Palazzo Floridi. Nepi è nota anche per le botteghe artigiane, e nel periodo natalizio sono molto richieste le palline per l’albero di Natale realizzate a mano con stoffe che rievocano i broccati medievali, e le sculture in legno che riproducono scacchi giganti.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA