CORONAVIRUS

A volo d'uccello: viaggiare ai tempi del Coronavirus (grazie alla tecnologia)

Giovedì 16 Aprile 2020 di Valeria Arnaldi
A volo d'uccello: viaggiare ai tempi del Coronavirus (grazie alla tecnologia)
Isole a forma di cuore. Montagne che sembrano volti di guerrieri pronti alla battaglia. Colline che ricordano impronte di baci lasciate in terra per il primo che sappia coglierne forma e poesia. Sorgenti che hanno i colori dell'arcobaleno. L'orizzonte si rivela ricco di forme e tinte inattese, osservandolo dall'alto.

Guardare il pianeta da una prospettiva a volo d'uccello, sognata dall'uomo fin dai tempi di Icaro, vagheggiata come mito per secoli, poi conquistata con la tecnica, non è impresa impossibile in questi giorni di restrizioni per le misure di contenimento del coronavirus. Anzi. La virtualità consente perfino di improvvisarsi piloti e tracciare le proprie rotte di viaggio. Usando Google Earth si può vedere tutto il mondo dall'alto, sperimentando pure un simulatore di volo. Sono sufficienti il programma, installato su pc, e un joystick di cui si può fare a meno, sostituendolo con mouse e tastiera. Scelto il velivolo, tra un F16 e un SR-22, si comincia a viaggiare.

LE SORPRESE
È possibile provare decollo e atterraggio - esistono pure tutorial sul web - o godersi la visuale dall'aereo, senza mettersi alla prova nelle manovre. Le mappe si apprezzano comunque pienamente anche senza simulatore. Pressoché infinite le mete. Trascurando le creazioni dell'uomo, tra edifici e land art, può essere interessante concentrarsi sulle sorprese naturali.

Cattura lo sguardo, nel parco nazionale di Yellowstone, la Grand Prismatic Spring, descritta puntualmente per la prima volta nel 1871, che, oltre a vantare il primato di essere la terza sorgente calda più grande del mondo - la prima degli Usa - affascina con le sue tonalità arcobaleno. Ferdinand Hayden, a capo della missione, commentò così la scoperta: «Nulla mai concepito dall'arte umana potrebbe eguagliare la vivacità e delicatezza del colore di queste straordinarie sorgenti prismatiche», aggiungendo che dopo aver visto tali tesori, «la vita diventa un privilegio e una benedizione». Il colore è pure una delle chiavi di lettura delle immagini su Earth View, collezione dei paesaggi più belli e interessanti di Google Earth.

FORREST GUMP
In Australia, a circa 1200 km da Perth, a sedurre sono i contrasti del Ningaloo Marine Park, riconosciuto patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 2011, tra acque cristalline e barriera corallina. Da non trascurare i canyon statunitensi, nella vertigine dell'esplorazione 3d, a partire dal Marble Canyon, in Arizona, con le sue pareti che ricordano il marmo, poco distante dal Grand Canyon. Tra Arizona e Utah, la Monument Valley, da visitare anche con Street View per osservare nel modo migliore l'imponenza delle sue formazioni rocciose. Vale la pena qui concedersi una pausa su YouTube. La Valley è stata usata come teatro e sfondo di vari film, incluso Forrest Gump. Tra le attrazioni della zona, è indicato il punto esatto dove è stata girata la scena in cui il protagonista, interpretato da Tom Hanks, interrompe la sua corsa durata «tre anni, due mesi, quattordici giorni e sedici ore», dicendo ai suoi ormai molti seguaci semplicemente «Sono un po' stanchino».

Foto e spezzoni si trovano in Rete. Le forme della natura offrono ulteriori spunti di rotta. Badlands Guardian è il nome di una singolare conformazione geologica ad Alberta, in Canada: dall'alto, ricorda il viso di un guerriero con copricapo indiano. Più frequente il motivo del cuore. Si vede sorvolando la Nuova Caledonia, a 300 chilometri da Nouméa, perfettamente disegnato dalle mangrovie - è il cuore di Voh, immortalato anche dal fotografo Yann Arthus-Bertrand - e si osserva pure in Croazia: è la forma dell'isola di Galesnjak, non a caso nota come isola dell'amore, nel canale di Pasman.

IL BACIO
È un bacio a stupire nel Gharb Darfur, in Sudan, poco distante da Arawala. La meraviglia si rivela a chi la sa vedere: cercando bene si possono scorgere animali nascosti, tra elefanti, giraffe e via dicendo. Diceva William Thomas Piper, pioniere dell'aeronautica: «Nessuno che non sia stato in cielo in una mattina di gloria può immaginare il modo in cui un pilota si sente in un paradiso finalmente accessibile». © RIPRODUZIONE RISERVATA