Coronavirus, sottosegretario Lorenza Bonaccorsi: «Le vacanze? In montagna distanze assicurate»

Lorenza Bonaccorsi sulla Via Francigena del Sud
di Stefano Ardito
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Mercoledì 22 Aprile 2020, 11:59

Una settimana fa la sua frase “quest’estate torneremo sulle spiagge!” ha dato speranza a milioni di italiani e all’industria del turismo balneare. Ma l’ottimismo di Lorenza Bonaccorsi si applica anche a chi ama la montagna, e ha voglia di tornare su vette, pareti e sentieri.
Le ricerche di mercato indicano che la prossima estate, una volta eliminati i divieti per gli spostamenti, la montagna potrebbe conoscere un boom. Boschi, parchi nazionali e sentieri, oltre a offrire tranquillità, permettono di rispettare facilmente le distanze tra le persone.
Lorenza Bonaccorsi è stata deputato del PD e poi Assessore al Turismo e alle Pari Opportunità della Regione Lazio. In questa veste ha varato numerose iniziative per la promozione dei Cammini.

Ora, da Sottosegretario ai Beni Culturali e Ambientali con delega al Turismo, ha la responsabilità di un settore fondamentale per la vita e il benessere di milioni di italiani, e dove lavoratori e imprese hanno subito danni molto seri dal COVID-19. Le sue parole sono un’iniezione di fiducia anche per le categorie professionali della montagna, dagli albergatori fino alle guide alpine e ai gestori dei rifugi.
 
Pochi voli, nessun assembramento, bisogno di respirare. Potrebbe essere la grande estate della montagna…
«L’idea di un turismo sostenibile, e in grado di decongestionare le mete più famose, è uno dei progetti strategici del Ministero fin dal nostro insediamento. Oggi la montagna può essere preziosa anche perché consente di rimanere a distanza».
 
Qualche giorno fa, in un’intervista a RAI News 24, lei ha dichiarato “quest’estate torneremo sulle spiagge!” Si può dire la stessa cosa per la montagna?
«Sì. Da una ricerca che abbiamo commissionato qualche settimana fa, emerge che gli italiani in questo momento pensano in maniera più che positiva alla vacanza in montagna».


 
Le competenze sul turismo, in montagna e altrove, sono in buona parte delle Regioni. Altre regole arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Cosa può fare il suo Ministero?
«Possiamo e dobbiamo fare moltissimo. L’OMS fornisce delle regole generali, ma le linee-guida vengono fissate dagli Stati. Le Regioni e le Province autonome ce le stanno chiedendo».
 
Ipotizzare i tempi della riapertura è un esercizio estremamente difficile. Cosa mi può dire su questo punto?
«Abbiamo chiesto un incontro al gruppo di lavoro diretto da Vittorio Colao per ragionare sulle nuove regole. Naturalmente si parlerà anche di tempi».
 
Chi state consultando in questa fase, oltre alle Regioni e alle Province autonome?
«Le categorie professionali, dagli albergatori e dai proprietari di agriturismi fino alle guide alpine. Sul fronte degli utenti della montagna, dobbiamo iniziare a ragionare con il CAI, e poi con Federtrek e il mondo dei cammini. In materia di montagna contano anche i Comuni».
 
Chi investe e lavora nel turismo, anche in montagna, ha subito e continuerà a subire un colpo tremendo. Cosa fa il Governo per queste categorie?
«E’ stato già varato un voucher per non far perdere i soldi della prenotazione a chi non è potuto partire a causa dell’epidemia. La cassa integrazione è prevista anche per i lavoratori del turismo, che prima non ne avevano diritto, compresi gli stagionali».
 
Ci sarà promozione per la montagna italiana? Quando inizierà? E sarà rivolta solo agli italiani?
«Stiamo lavorando a un grande piano di promozione e comunicazione per la ripartenza. La campagna “Italia più Italia” partirà a maggio, e si occuperà anche di montagna. Inizialmente sarà rivolta agli italiani, poi potrà essere orientata sui mercati esteri».    
 
Abbiamo già parlato di cassa integrazione e di voucher. Ci sarà anche un incentivo per i viaggi in Italia?
«Stiamo valutando, all’interno dei programmi di aiuti alle famiglie, alcuni fondi ad hoc dedicati ai viaggi in Italia».
 
Scusi l’insistenza, ma riuscirete ad affrontare tutto in tempo?
«Sì. Dobbiamo varare provvedimenti complicati come il secondo incentivo viaggio in Italia, se così lo possiamo chiamare. Sappiamo di non poter aspettare sei mesi».
 
Una domanda che non riguarda la montagna. L’idea degli ombrelloni separati da barriere in plexiglass era stata approvata da voi?
«No, negli incontri ufficiali non se n’è mai parlato». ​

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