Pechino inaugura l'aeroporto più grande (e costoso) del mondo

La Cina ha il più grande aeroporto al mondo costruito in meno di cinque anni, ultimo esempio del «sogno cinese della nuova era» voluta dal presidente Xi Jinping. A pochi giorni dai festeggiamenti del primo ottobre per i 70 anni della fondazione della Repubblica popolare, l'immancabile marcia militare ha accompagnato l'inaugurazione alla presenza dello stesso Xi della futuristica struttura del Beijing Daxing International Airport, presentata come un gioiello dell' ingegneria cinese, in forza delle tecnologiche più avanzate al mondo usate per puntare alla leadership globale con i 72 milioni di passeggeri stimati entro il 2025 e i 100 milioni a regime al 2040, sufficienti a sfidare i volumi dell'Hartsfield-Jackson di Atlanta, negli Usa.

A 46 km a sud di piazza Tiananmen, l' aeroporto ha un design innovativo di una stella marina sul fondo del mare, pensata dalla archistar irachena Zaha Hadid rifacendosi alla tradizione cinese: è dotato di 8 piste gestite dalla torre di controllo «occhio di fenice» alta 70 metri, di intelligenza artificiale, di check-in con il riconoscimento facciale, di robotica per il parcheggio automatico delle auto e soprattutto di dimensioni e spazi enormi. Costato 120 miliardi di yuan (17,5 miliardi di dollari) o 400 miliardi includendo gli oneri per le ferrovie e le strade realizzate, lo scalo a terminal unico si estende infatti sulla superficie di 700.000 metri quadrati, quasi 100 campi da calcio, e ha una serie di sofisticati giardini tradizionali.

Il collegamento alla capitale è assicurato da treni capaci di sfrecciare a 160 km/ora e dalla linea metropolitana per garantire gli spostamenti in centro in appena 20 minuti. Un Airbus 380 della China Southern diretto a Guangzhou è stato il primo volo a decollare nel pomeriggio dalle nuove piste. Tutto lascia pensare che Airbus e la rivale americana Boeing faranno di tutto per conquistare fette del ricco mercato cinese, destinato a vedere il traffico passeggeri crescere in media annua del 6% durante il prossimo ventennio, al passo più alto rispetto al Sudest Asiatico, all'Europa e al Nord America. Il gruppo di Seattle ha appena pochi giorni fa rialzato le sue stime sui prossimi 20 anni, ipotizzando una domanda dei vettori locali di 8.090 nuovi aerei del valore complessivo di circa 1.300 miliardi di dollari, sulla base dei prezzi di listino.

Sulla scena, poi, si sta affacciando Commercial Aircraft Corp of China (Comac), costruttore del C919, primo aereo commerciale di corto e medio raggio tutto e orgogliosamente 'made in Chinà. Avvierà la produzione su vasta scala entro fine 2019 puntando ad avere i relativi certificati di idoneità e poi a consegnare i primi modelli in 2-3 anni a China Eastern Airlines, una delle quattro grandi compagnie del Dragone. Gli attuali 4 prototipi di C919 - 101, 102, 103 e 104 - sono nella fase avanzata dei test, mentre altri due prototipi (105 e 106) saranno operativi prima di fine anno. Allo stato, il modello conta un record di 815 ordini da vettori domestici e internazionali, anche questi parte integrante del «sogno cinese».

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