In Lituania, sulle spiagge incantevoli della penisola curlandese

In Lituania, sulle spiagge incantevoli della penisola curlandese
di Francesca Spanò
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Venerdì 17 Luglio 2015, 20:42 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 17:26

Una sottile striscia di sabbia ambrata che abbraccia l’acqua. Un contrasto, una rosa di sfumature che caratterizzano un Paese dalle mille attrazioni e dalla bellezza innegabile: la Lituania. La Lonely Planet, di recente, ha considerato l'area della penisola curlandese tra le 10 migliori spiagge d’Europa, ma già da tempo i turisti non dimenticano di inserirla come tappa durante un tour.


La celebre guida di viaggi, del resto, aveva iscritto il Paese nella lista Best in Travel 2015, ora tocca ad uno dei suoi tesori paesaggistici, quello che si trova tra il Mar Baltico e la laguna, occupare un posto in primo piano.

La penisola curlandese, parco nazionale e Patrimonio Unesco è un vero colpo d’occhio di fine terra dorata chilometrica e non di rado, è possibile trovare dei piccoli pezzi di ambra vera. Da queste parti, la famosa e splendida resina fossile è portata dal mare ed è pregiata quanto comune. Facile trovare gioiellerie che ne lavorano e vendono pezzi di grande qualità.

Chiamata anche penisola di Neringa, è ricoperta da una fitta pineta tra pittoreschi villaggi di pescatori, dove l’ospitalità è calorosa e dove gustare abbondante pesce affumicato. Due dei luoghi da raggiungere sono, ad esempio, Nida e Juodkrante.

Il momento probabilmente più emozionante, soprattutto se la giornata non è ventosa, è quello della visita alle dune. Ce ne sono di due tipi e meritano un giro. Le “grigie” della Riserva Naturale di Nagliai, con il prezioso lavoro del vento nel tempo e le “mobili” di Parnidis con un panorama da sogno.

Come arrivare?

Il percorso più semplice e breve è quello in traghetto dalla città di Klaipeda.

Penisola Curlandese: qualche curiosità

Divide la laguna dei Curi da quella del Mar Baltico per circa cento chilometri. Si è formata nei secoli grazie all’accumulo di sedimenti sabbiosi e la mitologia baltica racconta di un evento molto particolare. Si dice che questa penisola fu creata da una ragazza dall’incredibile forza, appunto Neringa, che era figlia di un pescatore. Realizzò l’area per proteggere i naviganti dalle onde marine troppo alte. In questo modo potevano pescare tranquilli. A Nida si trova una delle dune più alte d’Europa, ma non è sempre stato un paradiso. Nel XVI secolo il continuo disboscamento e l’avanzare dell’erosione portarono alla fine di molti villaggi, letteralmente inghiottiti. Dal 1825 furono fatti molti interventi per salvare la zona e dal 2008 Neringa è tra i Patrimoni Unesco.