Bici, foto e turismo: in viaggio per l'Europa con il ciclofototurista Marco Stefano Marzano

Bici, foto e turismo: in viaggio per l'Europa con il ciclofoturista Marco Marzano
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 18:54 - Ultimo aggiornamento: 19:37

Ha girato in bici oltre dodici nazioni in Europa. Ha segnato i percorsi, fissato i momenti e indicato i posti più belli da vedere. Tutti sul sito ciclofototurista.it. Marco Stefano Marzano ha unito la passione per le due ruote a quella per la fotografia. "Ho smesso con il ciclismo, ora vado in bicicletta", si legge sulla pagina web che ha creato l'anno scorso. In modo lento, ma certosino, ha collezionato esperienze al di fuori dell'Italia, ma anche a Roma: la sua città d'adozione. Senza fretta, perché, come ricorda Marco adattando una nota canzone dei Queen, "the slow must go on". 

Marco, com’è nata la passione per la bici?

Distinguerei la passione per la bici da quella per il cicloturismo. La prima risale ai tempi in cui ero ancora un ragazzino, come accade per molti, quando utilizzavo la bici anche per andare a scuola, considerato che nemmeno avevo il motorino. La seconda è sorta, quasi improvvisamente, a circa 35 anni, quando ho rispolverato una vecchia city-bike che giaceva abbandonata in cantina dai tempi dell'Università, e ho iniziato a esplorare via via sempre di più i dintorni di Roma, allargando il cerchio nel corso dei mesi fino ad effettuare, nell'anno 2002, il mio primo giro delle Dolomiti.

Quando hai creato il sito web?

Ho creato il mio sito (www.ciclofototurista.it) alla fine dello scorso anno. Durante le vacanze di Natale ho avuto un po' di tempo da dedicare a questa idea che mi frullava in testa da qualche mese, anche perché molti amici di pedale mi spingevano sempre più a raccogliere i frutti di vent'anni di esperienza cicloturistica e a metterli a disposizione di tutti, sotto forma di racconti di viaggio, suggerimenti dettagliati di itinerari, raccolte di immagini e videoclip, eccetera.

Roma in bici è un tuo itinerario personale? Quando l’hai compiuto? 

Ho compiuto l'itinerario "Roma in bici", che ho inserito nel mio sito, già in diverse occasioni. Si tratta di una mia personale rivisitazione del percorso del c.d. GRAB, il progetto, in piedi da anni, che mira a creare un "grande raccordo anulare" urbano per le biciclette.  Ho voluto condividere la traccia di un percorso un po' più ampio, aggiungendo un "corredo" di fotografie che accompagna la descrizione progressiva dell'itinerario, con qualche approfondimento e curiosità sui siti attraversati e con una tabella riassuntiva sui dati un po' più "tecnici" del percorso. Si tratta dello stesso format che ho utilizzato per tutti gli altri itinerari descritti nel sito.

Cosa manca a Roma per le biciclette? Le nuove ciclabili hanno migliorato la viabilità?

A Roma, nonostante i notevoli passi avanti compiuti negli ultimi anni con la creazione di numerose "bike lane" (chiamarle proprio piste ciclabili significherebbe sovrastimarle), manca ancora una cultura per così dire "europea" della bici. Vedo molta anarchia e mancanza di rispetto da ogni parte, con furgoni parcheggiati sulle ciclabili, ciclisti sui marciapiedi e pedoni tranquillmente a passeggio sulle corsie riservate esclusivamente alle bici. Sogno che un novello Montesquieu giunga a sensibilizzare tutti sull'importanza di una specie di "separazione dei poteri in ambito urbano", affinché ognuno possa circolare liberamente e in sicurezza nella propria zona di competenza.

Francia, Irlanda, Svizzera, Slovenia, Inghilterra, Svezia, Austria, Norvegia, Scozia, Germania, Danimarca, Galles. Praticamente il giro dell’Europa in bici. Punti a completarlo?

Non mi sono mai posto un obiettivo del genere, ma sta di fatto che ho già altri 3-4 Paesi nel mirino… Viaggiare fuori dal territorio nazionale permette una crescita che, rimanendo nella comfort zone della nostra patria, non avremmo. Approfondire la diversità, in numerosi campi e aspetti, dei molteplici popoli del vecchio continente permette di aumentare il livello di conoscenza e, magari, può indurci ad apprezzare maggiormente alcune realtà che abbiamo la fortuna di avere appena fuori dall'uscio di casa e che, per abitudine consolidata, diamo troppo per scontate.

Pedalate, ma soprattutto foto. Con che macchina scatti? Hai mai tenuto una mostra fotografica?

La mia passione per la fotografia va talmente a braccetto con quella per la bici che spesso mi chiedo se fotografo per pedalare o se vado in bici per scattare foto. Di solito utilizzo una mirrorless Fujifilm, con due obiettivi intercambiabili, ma a volte porto con me una più compatta Canon con obiettivo fisso. Alle fotocamere, infine, aggiungo spesso anche una "action cam" e un drone per realizzare scatti e videoclip più suggestivi. Non ho mai pensato né avuto la presunzione di realizzare una vera e propria mostra fotografica. Diciamo che mi accontento di quello che pubblico sul mio profilo Instagram "Ciclofototurista". Non è forse questo il modo migliore per creare una piccola mostra, seppure solo virtuale?

Cinque posti dove sei stato in cui torneresti?

E' veramente difficile scegliere, comunque, in ordine sparso e non di importanza direi: la baia di Reine alle isole Lofoten, nella Norvegia del nord; la penisola di Beara in Irlanda; il Glenn Torridon in Scozia; il tramonto tra le rocce di granito a Lysekil in Svezia, Polperro in Cornovaglia.

Sei ancora un agonista?

Sono tesserato per una delle società più antiche e gloriose del panorama amatoriale: il Vélo Club Audax Roma; sulla carta, sono ancora un cicloamatore agonistico, ma ho smesso di partecipare alle granfondo ormai da dieci anni e preferisco portare i colori del mio club in giro per i Paesi che visito, senza tenere d'occhio il cronometro ma privilegiando nella maniera più assoluta un'andatura cicloturistica. Del resto, come recita lo slogan di benvenuto sul mio sito: ho smesso con il ciclismo, ora vado in bicicletta.

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