Rocca Sinibalda da vedere e da mangiare, le 3 cose da non perdere

Un gita ideale per chi ama spaziare dalle tradizioni contadine all'arte contemporanea di imprinting antropologico

Castello di Rocca Sinibalda
di Maria Serena Patriarca
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Domenica 21 Novembre 2021, 15:46 - Ultimo aggiornamento: 16:08

Alla scoperta del borgo di Rocca Sinibalda, in provincia di Rieti. Tutto quello che potete sperimentare, vedere e assaggiare in una giornata: l’itinerario che vi proponiamo oggi è l’ideale se desiderate concentrare in una sola giornata emozioni che spaziano dal fascino dell’antico Castello medievale di Rocca Sinibalda, con le sue sorprendenti installazioni artistiche all’interno, ai vicoli “artistici” della frazione di Posticciola, dove ogni singolo dettaglio, anche i tombini del gas per esempio, è stato abbellito da colorati dipinti all’insegna della street art. Fino ad arrivare al Ponte Romanico, che vide in tempi remoti il passaggio di Beatrice Cenci in fuga dai suoi familiari.

 

Rocca Sinibalda e il suo territorio, fra castelli, borghi, natura e prelibatezze

Dal Castello di Rocca Sinibalda alla frazione di Posticciola, fino ai sentieri lungo il Cammino di San Benedetto e all’antico Ponte dove transitò Beatrice Cenci. Ecco tutti i suggerimenti per una gita "fuori porta" a cavallo fra passato e presente, ideale per chi ama spaziare dalle tradizioni contadine all'arte contemporanea di imprinting antropologico.

1. Il Castello di Rocca Sinibalda, fra contemporary art e antiche leggende di fantasmi 

Risalente all’XI secolo, realizzato interamente sulla roccia, il Castello di Rocca Sinibalda, che sorge alle pendici del Monte Pelato in un paesaggio da favola, è senz’altro fra i più belli del Lazio, e se lo vedeste dall’alto attraverso un drone scoprireste che la sua pianta, zoomorfa, rievoca la forma di un’aquila, o di uno scorpione. Di proprietà privata, il Castello, che fa parte delle Dimore Storiche del Lazio, è detto anche “Delle Metamorfosi” (per gli affreschi che rappresentano le Metamorfosi di Ovidio) e si può esplorare al suo interno con visite guidate (info su http://www.castelloroccasinibalda.it/). All’interno del Castello le antiche leggende tramandano che di notte si aggiri il fantasma della Dama Bianca. Ma la vera particolarità di questo luogo sono le installazioni artistiche al piano nobile e nei sotterranei, come la mostra d’arte contemporanea permanente di Vincenzo Padiglione, le Tre Parche di Marcos Cei nel Salone delle Feste, le maschere dei nativi americani nella Sala dello Sciamano, e il Totem Nord Americano dell’artista Steven Bruce (anni Ottanta), 8 metri di altezza per 18 quintali di peso, che rievoca la figura archetipica della “donna selvaggia”. Il 18 dicembre alle 18,30, per la kermesse di preparazione al Solstizio d’Inverno, dal Castello saranno lanciate le lanterne secondo la tradizione benaugurale dell’Oriente.

2. Posticciola, il borgo dell'arte, noto per la pizza al pomodoro

Posticciola è una frazione di Rocca Sinibalda, dominata da Palazzo Mareri Solivetti (del secolo VIII- XVI). Aggirandovi per i vicoli di questo panoramico borgo scoprirete che ogni dettaglio (dalle botti ai tombini, fino ai cestini della spazzatura) è stato dipinto e decorato per dare un tocco fantasioso e gioioso al paese. Posticciola è nota nel territorio per l’ottima pizza al pomodoro, ma è anche sede del Museo Diffuso delle Tradizioni Contadine ed Artigiane. Una sosta all’Antico Fontanile, dove si riunivano le anziane del borgo, è d’obbligo. Da qui si ammira un meraviglioso panorama sulle valli circostanti.

3. Il Ponte Romanico dove passò Beatrice Cenci

Da Posticciola, se amate camminare nei boschi, potete percorrere una parte del Cammino di San Benedetto e arrivare al suggestivo Ponte Romanico, risalente all’XI secolo,  per una sosta nel verde. Su questo ponte passò nel Cinquecento Beatrice Cenci, fuggiasca e diretta a Petrella Salto per sfuggire alle ire dei suoi familiari, che poi la raggiunsero, la ricondussero con la forza a Roma e la giustiziarono nel 1599. Continuando a percorrere il sentiero storico paesaggistico lungo il Fiume Turano si arriva fino alla diga del Lago del Turano.

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