Emilia Romagna, da vedere e da mangiare: scoprendo Parma e le sue meraviglie

Un’atmosfera francese, un’eleganza raffinata e una strategica posizione lungo la via Francigena: Parma è un mix di storiche testimonianze e deliziosa cucina, assolutamente da scoprire

Emilia Romagna, da vedere e da mangiare: scoprendo Parma e le sue meraviglie
di Francesca Spano'
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Lunedì 2 Maggio 2022, 10:19 - Ultimo aggiornamento: 10:20

Arte e cibo sono i sui punti fermi, ma Parma è stata anche la Capitale della Cultura nel 2020+21 ed è considerata tra le capitali italiane della gastronomia. Ci sono tantissimi motivi per visitare la città situata nell’area nord dell’Emilia Romagna, lungo la via Emilia e qualunque periodo dell’anno è perfetto per concedersi una vacanza da queste parti. Il suo centro storico è di particolare pregio, poiché conserva come in uno scrigno ricco di tesori, innumerevoli capolavori artistici di epoche diverse, circondati da aree verdi ben curate. Un’altra peculiarità che l’ha resa nota ben oltre i confini nazionali, è rappresentata dalla musica, non solo per Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini, ma per i tanti eventi che la contraddistinguono.

Parma a tavola: ecco cosa mangiare

Nominata nel 2015 Creative City of Gastronomy Unesco e sede permanente dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare dal 2003, questa capitale della buona tavola non è amata solo per il suo rinomato prosciutto e il formaggio più famoso d’Italia, tutelati entrambi dal marchio dop. Tra i fornelli i sapori sono robusti e tra i salumi spicca anche il culatello, insieme a una selezione di insaccati come la coppa, il fiocco, lo strolghino e il salame Felino. L’arte casearia da queste parti, potrebbe risalire addirittura al Medioevo, probabilmente utilizzando le medesime tecniche attuali. Ecco tre delizie, tra le tante, da gustare:

Parmigiano Reggiano

Buono e super famoso, è da sempre copiato in ogni dove, senza mai raggiungere le eccellenze italiane. Alimento principe di tanti piatti, è protetto dalla denominazione DOP e la sua stagionatura, parte da un minimo di 12 mesi per superare i 40.

Prosciutto crudo di Parma

Protetto dalla denominazipne DOP, raggiunge il top sia per le sua proprietà organolettiche che per la stagionatura e il clima della zona di produzione. Ha un sapore dolce e raffinato e un basso contenuto calorico e si riconosce per il suo colore rosso vivo. 

Torta Fritta

Ha origini povere e contadine e si prepara con acqua, farina, latte e strutto. I quadrati di pasta ottenuti, vengono stirati in modo molto sottile e fritti e vengono accompagnati da salumi tradizionali locali.

Scoprendo Parma: ecco cosa vedere

Nel suo centro storico spiccano: Piazza Garibaldi, sede del foro romano dove si nota il Palazzo del Governatore, la torre barocca e la campana dell’alta torre civica crollata nel Seicento, oltre alle due meridiane dell’Ottocento. C’è, poi Piazza Duomo con la Cattedrale dedicata all’Assunta e il Battistero rivestito di marmo rosa di Verona. Piazza Pilotta, oggi Piazzale della Pace, invece, è il simbolo del potere ducale con il Complesso Monumentale della Pilotta. Ospita il Museo Archeologico, la biblioteca Palatina, la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese.

Piazza Duomo a Parma

Questa piazza trasmette un’immagine armonica insieme al Duomo, al Battistero e al Palazzo Vescovile, raccontando mille anni di storia della città emiliana. Il Duomo è un esempio di Romanico Lombardo e fu iniziato verso il 1100, ma solo nel Cinquecento Correggio realizzò gli affreschi nella cupola, ispirandosi al tema dell’assunzione della Vergine. Intorno al 1100 fu completato anche il Battistero, con la sua forma ottagonale e la decorazione con un anello di animali reali e fantastici. Se l’esterno è un racconto per immagini, la cupola interna racconta di Gerusalemme dopo la fine del mondo, con gli apostoli e gli evangelisti. Il Palazzo Vescovile oggi sede vescovile con il Museo Diocesano completano il percorso. Quest’ultimo mostra la storia del cristianesimo a Parma. Il protagonista principale del museo è lo scultore Antelami, a cui è dedicato.

Teatro Regio di Parma

Un vero tempio della musica, noto oltre lo Stivale, consacra la città come voce autorevole del settore. Fu inaugurato nel 1829, quando Vincenzo Bellini, che portò in scena Zaira, fu sommerso dai fischi. Oggi si può visitare con un accompagnatore che in mezz’ora ne spiega la storia e mostra i vari ambienti.

Camera di San Paolo

Detto anche Camera della Badessa, si trova nel Monastero di San Paolo ed è un capolavoro del Rinascimento italiano. Fu affrescato da Correggio nel 1519 e si riferisce a Giovanna da Piacenza, che qui invitava artisti e letterati: bellissimo l’effetto illusionistico dell’opera, con la camera quasi cubica in una struttura tardo-gotica, nascosta dalle decorazioni.

La curiosità

Il simbolo di Parma è la violetta, che fu tanto amata dalla Duchessa Maria Luigia d’Austria. Oggi è anche un famoso profumo e una caramellina glassata.

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